mercoledì 18 febbraio 2015

BookTag: dalla A alla Z

Girovagando per i blog, ho trovato  da Lost in Bookland questo simpatico tag sui libri, e tanto per perdere l'ultima mezz'ora di non-lavoro in università (non dipende da me se non mi danno nulla da fare è?), ormai raggiunto il limite estremo di studio per la giornata, ho deciso di farlo a mia volta.


A, autore con la A maiuscola, quello di cui hai letto più libri:
onestamente, non ne ho idea, ma suppongo sia Terry Brooks, ne andavo pazza e ancora oggi mi piace molto, aggiunto al fatto che è uno scrittore fantasy, e quindi di saghe, i libri sono moltissimi, probabilmente seguito a ruota da George R.R. Martin.

B, bevo responsabilmente mentre leggo:
di solito non bevo mentre leggo perchè lo facci in treno o a letto. Dopo pranzo però mi concedo una mezz'ora di lettura mentre bevo il caffè, e alla sera capita che mi porti sul divano un libro e una tazza di te.

C, confesso di aver letto:
50 sfumature di grigio (shame on me, ma ero troppo curiosa di vedere che diavolo era. Niente). Come buttare del tempo buono a fare qualsiasi altra cosa, perfino a perder tempo.

D, devo smettere di:
accumulare libri, dico davvero. ne avrò più di 30 da leggere, stando bassi e non contando l'e-reader.

E, E-reader  o cartaceo:
non posso scegliere. Ero una fanatica della carta finchè il mio ragazzo non mi ha regalato il mio adorato Sony, A casa preferisco sempre la carta, ma da pendolare riconosco la praticità dell'e-reader. Utile anche per leggere libri che non volete proprio comprare e avere in casa ma che vi incuriosiscono (leggasi: 50 sfumature, sarei andata a farmi rendere i soldi in libreria, giuro).

F, fangirl impenitente di:
non ho un lato fangirl generalmente, ma se penso agli autori, sono fangril impenitente di Katy Reichs (tranne quando mi ha delusa con Le ossa del ragno) e lo sono stata di Anita Blake, finchè anche lei mi ha delusa.

G, genere preferito e che di solito non leggi:
il mio genere preferito era il fantasy, mentre ora pur leggendone molto mi sono ridimensionata su romanzi storici, più sono realistici più mi piacciono e classici. Non disdegno niente, però, tranne i romanzi d'amore. 

H, ho atteso a lungo per:
A Song of Ice and Fire #5 e non aggiungo altro.

I, in lettura al momento:
The Girl with the Pearl Earring

L, luogo preferito per leggere:
a letto o sul divano. Ultimamente, che ho pochissimo tempo, amo il treno.

M, miglior prequel di sempre:
ecco, sapete come perdermi: al cinema come nei libri odio prequel e sequel non dichiarati. In effetti l'unico che ho letto credo, è "Hannibal, le origini del male" ed è stata una delusione indicibile dopo i primi due libri.

N, non vorrei mai leggere:
Altra roba pseudo porno (quanti ne sono usciti!!), ya scritti male, roba di Volo e compagni

O, once more, un libro che hai riletto tante volte ma rileggeresti ancora:
"Orgoglio e Pregiudizio", lo rileggo periodicamente, è la mia coperta di Linus

P, perla nascosta, un libro che non ti aspettavi fosse così bello
The Book Thief, non lo volevo nemmeno leggere!

Q, questioni irrisolte, un libro che non sei riuscita a finire:
Siddharta di Hesse e non lo finirò mai

R, rimpianti letterari, serie interrotte o libri perduti che non potete finire di leggere:
Millenium di Stieg Larsson, ahimè, mi piaceva un sacco.
La seconda è una storia triste: da piccola leggevo sempre e ovunque, anche a tavola, cosa che mandava in bestia i miei. Quando si viaggiava leggevo in macchina procurandomi la nausea, così, un bel giorno mio padre, veramente alterato dall'ennesima pausa vomito, mi prese il libro e lo gettò dal finestrino (non era nemmeno mio! Scusami gentile signora che me lo avevi prestato). Il malcapitato era "La strega, il leone e l'armadio" ed è così che ancora non ho letto le Cronache di Narnia

S, serie iniziate e mai finite:
Twilight, mi sono arenata brutalmente. Il primo non è nemmeno malaccio se facciamo finta che Edward non sia un vampiro, ma poi basta.
Le serie di Ann Rice, che dopo qualche libro diventano filosofia pura e della peggior specie.

T, tre dei tuoi antagonisti preferiti:
Dracula, Hatsumomo (Memorie di una Geisha) per l'umanità del personaggio, La regina di cuori di Alice che mi fa morire.

U, un appuntamento con un personaggio di fantasia:
ma che domande...Mr.Darcy! Ma se è occupato va bene Tyrion Lannister

V, vorrei non aver letto:
sempre le 50 sfumature.

Z, zanna avvelenata, il finale che proprio non hai mandato giù:
quello di Hunger Games, ma diciamo che prendiamo il finale alla larga, ossia più o meno da metà secondo libro in poi: che diavolo è?






lunedì 16 febbraio 2015

The prestige


Rieccomi, reduce dalla visione di The prestige con qualche commento a caldo.
The prestige è un film di Cristopher Nolan, uscito nelle sale italiane nel 2006.
La storia si svolge nell'affascinante mondo della magia e racconta la vita di due prestigiatori la cui rivalità non si ferma di fronte a nulla, fino all'inevitabile tragedia.
Adoro i film sull'illusionismo, adoro gli illusionisti e in effetti, quando posso me li vado a vedere volentieri.
Tuttavia, in questo film non ci sono molti numeri nel vero senso della parola, il mondo del palcoscenico è spesso eclissato dalle vicende dei due protagonisti. Ci sono trucchi semplici e anche grossolani, come quello della gabbia con la colomba. Ma ci può stare, il mondo dell'illusionismo non era che alle prime sperimentazioni e i maghi sono quasi secondi ai loro inventori di macchine.
Nonostante la mancanza di magia, la storia dei due nemici, interpretata dai bravissimi Christian Bale e Hugh Jackman (amo quest'uomo), spalleggiati dalla bella Scarlett Johansson affascina e porta il film a un livello più che ottimo.
Si tratta di uno di quei film che non lascia il tempo per annoiarsi o porsi troppe domande, gli eventi si susseguono in modo rapido, niente è ciò che sembra e ognuno si allea con chi gli fa più comodo in un gioco continuo di alleanze.
Il precario equilibrio fra i due prestigiatori, fatto di continue vendette, crolla definitivamente quando Bale, nel ruolo di Alfred Borden sperimenta un nuovo trucco e Jackman, come Robert Angier ricorrerà ad ogni mezzo pur di ottenere il segreto.



Il film è un Nolan di quelli tosti, con un ottimo cast, un'ottima regia e una trama che si salva nonostante io abbia odiato il finale.
Purtroppo, è un finale che ho trovato molto deludente, il classico finale da "non sappiamo che pesci pigliare, non ci viene in mente nulla per il colpo di scena e allora imbrogliamo", si perchè il finale mi ha ricordato molto i deux ex machina del teatro greco: a un certo punto la situazione diventa ingestibile e quindi si riporta in carreggiata rattoppando alla bell'è meglio. In questo caso, in un contesto del tutto reale e concreto Nolan va a parare nella pura fantascienza andando a ripescare niente meno che l'amico Tesla (interpretato da David Bowie) e le leggende a lui correlate. Un cambio di genere che stona e che fra l'altro è intuibile fin dalla comparsa di Tesla, perfino per chi non sa chi sia.

In quel momento ho sentito la buona cara Annie Wilkes gridare:

Se non avete letto Misery di S. King, fatelo!
Annie odia li escamotage irreali!
A difesa del film va detto che nonostante la caduta di stile finale -che diciamolo, si salva un po' quando viene svelato il segreto di Borden, questo si è un bel colpo di scena e aggiunge fascino alla storia- resta comunque un ottimo film. Incredibile! Come ci riesci, Nolan?

Voto: 8

venerdì 13 febbraio 2015

Un classico al mese



Tempo fa, anni fa a dire il vero, sui blog girava una sorta di sfida chiamata un classico al mese. 
A me i classici generalmente piacciono moltissimo, e credo di averne letti molti, sebbene di fronte alle liste che spopolano nel web, spesso mi sembri di averne letti solo una misera parte.
Ad esempio, mi è completamente estranea la letteratura russa, che mi ha sempre attirata tantissimo e di cui non ho mai avuto il tempo o il coraggio di leggere qualcosa.
Così, leggendo di questa sfida, mi sono detta: perchè no? Sarebbe un modo interessante per togliere dallo scaffale quei libri che vi soggiornano dai secoli dei secoli perchè sono classici famosi e meritano di essere letti...ma quando? E allo stesso tempo sarebbe un modo per approfondire la mia conoscenza di settori della letteratura che ho completamente ignorato e che mi dispiace moltissimo continuare ad ignorare.
Naturalmente mi sono imbattuta in classici che non ho assolutamente apprezzato, uno su tutti è stato Siddartha che ho trovato tedioso e non adatto ai miei gusti, ma capita una volta ogni mille. I classici sono libri che al 90% meritano e adoro leggere.

Come diceva Italo Calvino:

I classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: «Sto rileggendo…» e mai «Sto leggendo…»
Mi trovo in perfetto accordo con lui. Se mi devo trovare a scegliere di rileggere un libro è spesso un classico, anzi, diciamola tutta, è spesso Orgoglio e Pregiudizio o Cime Tempestose. Sono la mia coperta di Linus, non posso farci nulla!

Diceva anche:

È classico ciò che persiste come rumore di fondo anche là dove l’attualità più incompatibile fa da padrona.
L'idea è quella di smaltire i classici che giacciono sulla mia libreria, uno su tutti: Moby Dick. Quante volte mi sarò riproposta di leggerlo? E poi andare un po' a random. Poichè l'argomento è vastissimo, ho deciso di darmi dei punti di riferimento, magari anche per scoprire nuovi autori.
Non ho fatto altro che pescare una lista delle millemila che si trovano in internet. Questa in particolare viene da Anobii. La terrò come canovaccio, ma sarà meglio stilare anche una lista di quelli che possiedo e che è meglio che io legga già che li ho comprati.
Se avete consigli non siate timidi!

1984 (George Orwell) (Che avevo iniziato ma non era mio e non lo ho mai finito, sebbene lo adorassi)
Al faro (Virginia Woolf)
Alice nel Paese delle Meraviglie (L. Carroll)  lo adoro
Alla Ricerca del Tempo Perduto (M. Proust)
Amleto (W. Shakespeare)
Anna Karenina (L. Tolstoj)
Antologia di Spoon River (E.L. Masters)
Aspettando Godot (Samuel Beckett)
Auto da Fé (E. Canetti)
Bel-Ami (Guy de Maupassant) (e l'assurda ricerca per avere un'edizione senza Pattinson in copertina. Ottimo libro)
Cent’Anni di Solitudine (G. G. Marquez)
Cime Tempestose (E. Brontë)
Cuore di Tenebra (J. Conrad)
David Copperfield (C. Dickens) Ecco un altro autore che amo e di cui ho letto pochissimo
Decameron (Boccaccio)
Delitto e Castigo (F. Dostoevskij)
Dieci Piccoli Indiani (A. Christie)
Don Chisciotte della Mancia (M. de Cervantes)
Elogio della Follia (E. da Rotterdam)
Eneide (Virgilio)
Fahrenheit 451 (Ray Bradbury) Bellissimo!! 
Fondazione – Quadrilogia Completa (I. Asimov)
Frankenstein (M. Shelley)
Furore (J. Steinbeck)
Gente di Dublino (J. Joyce)
Giro di Vite (H. James)
Guerra e Pace (L. Tolstoj)
I Canti (G. Leopardi)
I Demòni (F. Dostoevskij)
I Dolori del giovane Werther (J. W. Goethe)
I Fiori Blu (R. Queneau)
I Fiori del Male (C. Baudelaire)
I Fratelli Karamazov (F. Dostoevskij)
I Miserabili (Victor Hugo) fantastico il libro, fantastico il film <3
I Nostri Antenati (I. Calvino)
I Promessi Sposi (A. Manzoni)
I Quattro Libri delle Piccole Donne (L.M. Alcott) 2/4, la mia prima lettura da bambina fu Piccole Donne, che era l'unico che girava per casa. 
Il Conte di Montecristo (A. Dumas)
Il Deserto dei Tartari (D. Buzzati)
Il Dottor Živago (B. Pasternak)
Il Gattopardo (G. Tomasi di Lampedusa)
Il Giovane Holden (J.D. Salinger)
Il Grande Gatsby (F.S. Fitzgerald)
Il Libro dell’Inquietudine (F. Pessoa)
Il Maestro e Margherita (M. Bulgakov)
Il Mondo secondo Garp (J. Irving)
Il Nome della Rosa (U. Eco)
Il Piccolo Principe (A. de Saint-Exupery)Il Processo (F. Kafka)
Il Ritratto di Dorian Gray (O. Wilde)
Il Rosso e il Nero (Stendhal)
Il Signore degli Anelli (J.R.R. Tolkien)
Il Signore delle Mosche (W. Golding) uno dei miei libri preferiti in assoluto
Il Vecchio e il Mare (E. Hemingway)
Jane Eyre (C. Brontë)
La Coscienza di Zeno (I. Svevo)
La Divina Commedia (D. Alighieri)
La Donna in bianco (W. Collins)
La Fattoria degli Animali (G. Orwell)
La Fiera della Vanità (W. Thackeray)
La Montagna Incantata (T. Mann)
La Storia (E. Morante)
La Versione di Barney (M. Richler)
L’Aleph (J.L. Borges)
Le Affinità Elettive (J.W. Goethe)
Le Anime Morte (Nikolaj V. Gogol)
Le Avventure di Huckleberry Finn (M. Twain)
L’Idiota (Fëdor Dostoevskij)
L’Iliade (Omero)
Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr.Hyde (R.L.Stevenson)
Lolita (V. Nabokov) Lolita è scritto in modo da incantare il suo lettore, ma a me non è piaciuto il concetto di base.
L’Orlando Furioso (L. Ariosto)
Madame Bovary (Gustave Flaubert)
Maschere Nude (L. Pirandello)
Mattatoio n.5 (K. Vonnegut)
Memorie di Adriano (M. Yourcenar)
Menzogna e Sortilegio (E. Morante)
Moby Dick (H. Melville) Ottima impresa, Melville. Interessantissimo, ma non aspettatevi un romanzo d'avventura
Narciso e Boccadoro (H. Hesse)
Notre Dame de Paris (V. Hugo)
Novelle per un Anno (L. Pirandello)
Odissea (Omero)
Opinioni di un Clown (Heinrich Böll)
Orgoglio e Pregiudizio (J. Austen)
Ossi di Seppia (E. Montale)
Pastorale Americana (P. Roth)
Pinocchio (Collodi)
Q. (Luther Blissett)
Riccardo III (W. Shakespeare)
Satyricon (Petronio Arbitro)
Se questo è un uomo (P. Levi)
Suite Francese (I. Nemirovsky)
Trilogia (S. Beckett)
Trilogia della Città di K. (A. Kristof)
Ulisse (J. Joyce)
Una Vita (Guy de Maupassant)
Uno, nessuno, centomila (L. Pirandello)
Viaggio al Centro della Terra (J. Verne)
Viaggio al Termine della Notte (L.F. Céline)
Vita e Destino (V. Grossman)

mercoledì 11 febbraio 2015

Riflessioni di una quasi ex-studentessa

Il periodo di preparazione della tesi è stressante.
Gli esami sono quasi meglio, uno si impegna, ma trova il tempo per vivere, al massimo rimedia una figuraccia il giorno dell'esame, ma niente di irreparabile -nella maggior parte dei casi.
La tesi sa essere distruttiva e non ci si può permettere di sbagliare.
Momenti in cui si vaga in un tunnel buio attendendo che un relatore impietosito si decida a dirti dove sta l'interruttore della luce, una corsa folle verso l'uscita per ritrovarsi nella medesima situazione poco dopo.
Uno ci prova anche ad arrangiarsi, ma ogni tanto un aiuto serve ed è anche dovuto.


A volte vorrei avere già finito il tutto, a volte invece guardo con nostalgia a ciò che accadrà di me dopo il fatidico giorno; al di là del "benvenuta nel mondo dei disoccupati", ho trovato una branca che mi piace tantissimo e grazie al cielo un ambiente di lavoro molto buono, con un relatore che sebbene evanescente come solo loro sanno fare, di tanto in tanto si degna di valutare i miei impulsi vitali, ed è incredibilmente competente. Cosa che naturalmente non fa che aumentare l'ansia e il desiderio di essere valutata bene da lui.
Ecco, rinunciare a lavorare in questo ambito mi dispiace davvero. Non pensavo di dirlo mai, soprattutto dopo la tragica esperienza maturata in triennale e durante i due successivi anni di specializzazione. Specializzazione di cosa poi? Università organizzate con i piedi, in cui uno può fare niente e uscire con una laurea in mano senza troppi inciampi.
Eppure si, mi sto trovando bene con il mio progetto, mi piace e vorrei continuare, ma l'unico modo conosciuto è una borsa o un contratto di ricercatrice.
Le speranze sono le ultime a morire, ma in un paese che si preoccupa della cultura come il nostro, ho idea che non siano neppure mai nate.

Così mi avvicino al traguardo altalenando attimi di euforia a momenti di sconforto quando il lavoro fatto sembra una briciola in un oceano di cose da fare. E il tempo scorre.

Nei pochi momenti che alzo la testa dalle miriadi di cose da fare, però, guardo indietro e sono soddisfatta. Soddisfatta di aver portato a termine un simile percorso e con ottimi risultati -almeno fino ad ora. Forse è vero, quasi tutti frequentano l'università, ma ciò nonostante non posso fare a meno di sentirmi bene notando il lavoro che ho fatto e come lo ho fatto. Come ripeto spesso io sono una persona scostante, portare a termine le cose non è da me, di solito mi perdo nel mentre e poi vengo attratta da altro. Ma sto per finire l'università, in tempi ottimali e con ottime votazioni. Incredibile!
Il fatto che non mi daranno mai un lavoro quasi scompare di fronte alla grinta che ho trovato dentro di me per affrontare le difficoltà. Non mi credevo così forte, non mi credevo così determinata, eppure ci sono riuscita.

Stringiamo i denti e tagliamo con classe questo ultimo traguardo.



sabato 7 febbraio 2015

La prima nevicata



Nevica.
Il mondo si fa improvvisamente lontano e ovattato. Il gatto osserva al sicuro, nel suo androne, quei piccoli fiocchi bianchi che scendono dal cielo. Allunga il musetto cercando di annusare la novità per poi ritirarlo con un piccolo scatto quando uno dei fiocchi lo sfiora appena. È freddo e bagnato, a Micio l'acqua proprio non piace.
Eppure quegli impalpabili batuffoli non fanno che attirarlo e richiamarlo, incapace di distogliere lo sguardo. Micio fissa i fiocchi con insistenza e poi le vede: esili ballerine vestite di pizzi e nastrini bianchi che volteggiano graziosamente contro lo sfondo grigiastro del cielo.
Piroettano in un movimento ondeggiante e coordinato, come se cavalcassero la sottile brezza che spira gelida da mondi lontani.
Le delicate ballerine scendono lentamente, percorrendo distanze infinite in punta di piedi, silenziose, con le loro scarpette da ballo di cristallo che scintillano nella luce fioca dell'Inverno. Una magia che ipnotizza l'osservatore attento che le segue nel loro percorso arabescato fino all'inevitabile adagiarsi al suolo, esanimi. Ma ecco, un'altra ballerina subito sostituisce la prima e l'aria ne è colma, in uno spettacolo senza fine, così immenso che lo sguardo è perduto, ogni suo punto di riferimento cancellato.
Quando anche l'ultima damina è scesa, Micio si risveglia dall'incanto ed esce nella neve, prima una zampina esitante. Esplora quello strano manto che avvolge ogni cosa, il freddo e l'acqua gli fanno subito perdere coraggio, ma Micio è curioso e vinta l'iniziale reticenza avanza nella neve alla ricerca di quelle fatine.
A passo di marcia percorre il giardino, aventi e indietro senza più trovarne traccia e ben presto il loro ricordo è oblio, mentre i bambini sciamano in strada e la confusione dei giochi lo risucchia in un mondo più reale.

(Piccolo sfogo creativo mentre osservavo il mio Micio alle prese con la neve)

venerdì 6 febbraio 2015

Colpevole di essere onesto

Piccolo momento di riflessione. Normalmente evito i giornali come la peste, sono spesso colmi di faziosità e non mi va di informarmi così. Ogni volta che li leggo inoltre mi resta l'amaro in bocca, come in questi giorni. Siamo sempre più invasi da notizie come quella del benzinaio accusato di eccesso di difesa.

Gente che lavora e si guadagna da vivere e nel momento del bisogno si trova letteralmente in mutande e in balia di criminali di ogni tipo senza poter fare assolutamente nulla.
La giustizia italiana difende gli onesti cittadini o i malviventi?
Questa domanda mi ronza in testa sempre più spesso, quando al tg passano notizie di persone che, come questo benzinaio, trovandosi a far fronte a una rapina a mano armato esplodono un colpo e vengono mandati a processo come i peggiori criminali, quando interi paesi sono costretti a organizzare ronde per le strade per difendere se stessi e i propri cari, spesso denigrati da giornali e forze dell'ordine (chè sono dilettanti), o ancora quando criminali colti in flagrante vengono lasciati liberi già il giorno seguente.

Vivo in un paese piccolo, lontano da grandi città, sempre isolato dai temi scottanti e dalle grandi problematiche, eppure l'insensatezza e l'inadeguatezza della giustizia italiana arrivano fin qui.
Abbiamo avuto paesi con i suddetti vigilantes su cui la polizia non si faceva remore a gettare fango, quando avrebbero solo dovuto stare zitti e vergognarsi. Come si può vivere in un posto in cui ogni giorno almeno una casa viene svaligiata, ininterrottamente per una settimana e non reagire? Quando ben consapevoli del problema le autorità ti girano le spalle e non fanno nemmeno una capatina per sicurezza?
Un altro episodio emblematico è successo a un amico che rientrando in casa ha trovato due ladri. Senza farsi sentire è tornato in strada e ha avvisato la polizia. I due sono stati colti sul fatto e portati in caserma per essere rilasciati il giorno seguente perchè non c'era posto per loro nelle carceri e sono stati quindi condannati ai domiciliari in un campo rom. Liberi come l'aria in poche parole, mentre il ragazzo derubato si tiene i danni e la paura di ritorsioni.
O ancora, a una commessa qui da me hanno rubato la borsetta. La commessa accorgendosi della donna che la portava via la ha afferrata per un braccio, ma lei è riuscita a scappare.
La commessa è stata minacciata di processo per aver osato trattenere la donna, la donna è stata rilasciata il giorno stesso, come da copione.
Ogni giorno porta con sé episodi come questo, fa tristemente parte della routine quotidiana. Il cittadino non è più tutelato ed è in balia di tutto ciò che gli può accadere.

Ora la domanda sorge spontanea: ma se domani entrano dei ladri in casa mia, io non posso sparare perchè rischio di essere accusata di "eccesso di difesa", non posso picchiarli per lo stesso motivo, non posso chiuderli in casa e chiamare la polizia, perchè rischio il sequestro di persona e probabilmente la vendetta dei ladri che verranno comunque rilasciati il giorno seguente. Che mi resta da fare? Aprirgli la porta, stendergli il tappetto rosso e offrirgli un caffè? Oltre a tutto quello che si sentirà in dovere di portarsi via?
Ammazzarlo di botte e darlo in pasto ai maiali?
(prima che mi denunciate, è una citazione)



Ah si, naturalmente ai poveri criminali, che sono costretti a vivere in carcere sovraffollati, e sottolineo costretti, perchè diavolo, che avranno mai fatto per finire in carcere, Matteo regala uno sconto di pena, o in alternativa 8 euro al giorno.

Vi sembra un paese per gente onesta questa?
Sono fermamente convinta che se da domani mi dessi alla criminalità i miei diritti sarebbero molto più tutelati che allo stato attuale, che rimarrei impunita per diverso tempo e che il giorno che mi beccano mi godo le meritate ferie in carcere e stipendiata. Il giorno poi che dovessi voler rientrare al lavoro sono sicura che mi congederanno con qualche sconto di pena.
Per non parlare delle possibilità di carriera che mi si offrirebbero! Mi ci vedo un domani come capo dello stato.



Non so, a me sembra di vivere in un pessimo film parodico.

lunedì 2 febbraio 2015

Gennaio 2014 in pillole: libri e film

Ben trovati!
Vorrei provare a creare una rubrica sul blog, ma non garantisco che sarà sempre costante, come ogni altra cosa del resto.
Il tema sarà, come da titolo, pillole del mese passato. In pratica sarà un breve riassunto di film, libri, telefilm e quanto altro che mi sia capitato durante il mese. Visto che leggo moltissimo, sarà soprattutto un modo per dirvi la mia sui libri letti, che non arrivo a recensire, ma anche sul resto.
Naturalmente, se la pensate come me, o se la pensate in modo diametralmente opposto, sarò lieta di leggere le vostre opinioni!

LIBRI
Nel mese di gennaio ho terminato ben 5 libri, cosa che non sarà possibile questo mese, visto che devo davvero scrivere la tesi.
Di Le parole segrete, di J. Harris vi ho già parlato qui. Il primo libro che ho terminato quest'anno ed è veramente bello! Un anno iniziato ottimamente.

Ho poi iniziato la trilogia delle Gemme di Kerstin Gier e non so se la concluderò. Per ora ho letto Red e sono rimasta parecchio delusa. La trama è molto interessante: a causa di un gene ereditario della famiglia della protagonista, alcune delle donne acquisiscono la capacità di viaggiare nel tempo, anche se mai troppo indietro rispetto al presente. Potevo aspettarmi la delusione, raramente queste saghe young adult mi appassionano. Lo schema è sempre il medesimo: protagonista nella media, a tratti amorfa con una migliore amica che fa anche quello che dovrebbe fare lei, una "nemica" che è perfetta, bellissima, intelligentissima, bravissima e per finire un ragazzo bellissimo che la nostra protagonista odia, ma non tanto da cascargli fra le braccia senza tanti complimenti.
Ciò che mi ha delusa di più, però, è che la Gier nemmeno prova a descrivere le epoche storiche in cui viaggiano i personaggi ed è un grandissimo controsenso visto il tema del libro. Questo è un grande punto a sfavore, perchè credo denoti una mancanza di voglia di documentarsi che avrebbe reso più completo e interessante il libro. L'idea di base è ottima, peccato per il risultato.

Voto: 6/10

Ho terminato poi I fantasmi dei Natali passati, ebook scritto a quattro mani da Federica Soprani e Vittoria Corella. Questo è il quarto e ultimo capitolo della saga Victorian Solstice, che ruota attorno alla società investigativa di Jericho e Jonas. L'ambientazione, come si intuisce, è la Londra vittoriana, e le imprese dei due richiamano in effetti Sherlock Holmes e il suo fido Watson, anche se in realtà, hanno ben poco del metodo deduttivo di questi e i casi si risolvono più per coincidenze che per un reale ragionamento. Le indagini che coinvolgono la J&J vanno sempre a toccare i quartieri più sordidi di Londra, così che quella che ci ritroviamo a leggere è la storia nascosta e criminosa della città, quella che solitamente si tace e si ignora, fatta di desideri abietti, prostitute e gentiluomini che si spogliano dei loro abiti per diventare crudeli seviziatori. Le due autrici hanno uno stile che conquista il lettore fin dalle prime pagine e i quattro capitoli, che sono molto brevi, hanno il pregio di saper appassionare. Bellissimo stile e trama carina.

Voto: 7,5/10

Dopo aver letto, l'anno scorso Guida Galattica per Autostoppisti, ed essermi subito appassionata, quest'anno ho proseguito la saga con Ristorante al Termine dell'Universo. Devo dire che non mi ha appassionata come il primo, sebbene ci siano anche in questo scene che fanno scoppiare a ridere e la parodia che Douglas Adams mette in scena è sempre acuta e ben congegnata. Nel complesso, non ho trovato il seguito brillante come il primo libro, ma lo stesso molto bello, abbastanza da spingermi a leggere anche il terzo capitolo.
Quello che più mi piace di questo libro è la capacità dell'autore di ridicolizzare ogni cosa senza scadere nell'infantile o nel banale e in secondo luogo l'immaginazione che gli permette di creare i mondi che descrive nei libri. Questa saga si avvicina molto alla serie Doctor Who secondo me.

Voto: 8/10

Infine, l'ultimo libro che ho letto e il più impegnativo è stato I giorni del potere di Colleen McCollough. Si tratta di un romanzo storico sulla Roma repubblicana. La mole è notevole, sono quasi 900 pagine e la lettura è a volte appesantita dalle divagazioni dell'autrice che ha compiuto un'impresa di documentazione titanica (Kerstin Gier impara!). Questo libro altro non è che il nostro buon vecchio libro di scuola delle superiori, con l'aggiunta però di personaggi a tutto tondo. Letta in quest'ottica la storia di Roma è incredibile. Ci si accorge di quanto personaggi come Caio Mario o Lucio Cornelio Silla fossero dei veri e propri eroi del loro tempo. Che dire, se non che avrei tanto voluto che mi avessero insegnato così la storia? Dare un volto e un carattere ai personaggi è una scelta vincente, il libro si legge come un vero romanzo, quando altro non è che un'ottima rielaborazione della realtà. L'autrice è fedelissima al mondo romano e ai suoi avvenimenti e si prende qualche libertà solo su cose secondarie.
Se siete appassionati di storia non potete farvi sfuggire questo libro!

Voto: 10/10

FILM

Questo mese sono andata al cinema ben due volte. Sono stupita e felice. Una volta andavo spessissimo al cinema, ma purtroppo, complici i costi e le pellicole non sempre eccellenti, da qualche tempo sono latitante e preferisco guardarmi un buon film in streaming. Questo mese, però, la programmazione prometteva bene. Avrei voluto vedere American Sniper, solo per la presenza del mio adorato Bradley Cooper, ma l'idea di un film su un cecchino americano girato da americani mi inquietava perchè prometteva di essere infarcita di moralismo distorti e patriottismi a svantaggio del nemico. Cosa che in molti mi hanno confermato.
Al cinema ci sono andata invece per vedere The Imitation Game, di cui ho già parlato qui, e poi Big Eyes di Tim Burton.
Mi ostino ad andare a vedere tutti i film di Tim Burton in memoria delle vecchie glorie ed è sempre più una delusione. Finalmente, i miei sforzi sono in parte ripagati.
Big Eyes sembra preannunciare una risalita del regista, quantomeno si discosta dagli ultimi film che sembrano fatti con lo stampino. Big Eyes è la vera storia di Margaret Keane, una pittrice nata nel 1927, resa famosa dai suoi particolarissimi quadri che hanno invariabilmente per soggetto bambini con gli occhi grandissimi.
La pittrice si trova vittima di un marito che la deruba della gloria e della fama che i suoi bambini vanno acquisendo e questo per anni e anni, finchè la donna non trova la forza di reagire e di tentare di riappropriarsi di quello che è suo.
Si tratta di una storia di sottomissione e di violenza psicologica, in cui però la forza di una donna convinta delle sue idee riesce finalmente ad emergere e toglie parte del dramma del film in virtu di una catarsi finale.
Amy Adams, nei panni di Margaret è strabiliante e del tutto convincente, da sola basterebbe a far salire il film di numerosi punti, accanto a lei ci sono, però, altri interpreti bravissimi seppure non la eguaglino mai. Tim Burton finalmente si tiene alla larga dai personaggi strampalati che se piacevano all'inizio, sono ormai diventati le brutte copie di se stessi e ci regala un film nuovo in cui si rivede il suo vecchio tocco, sebbene sia timido e non sempre presente.
Big Eyes è una favola, una favola adatta alla regia di Burton e con bravissimi interpreti. Non è un film che si colloca fra i migliori ma si difende bene e si guarda volentieri. Forse a tratti e un po' lento, ma stupisce che regali dei momenti di vera riflessione sul rispetto e sulla consapevolezza di sè, priva di clichè e buonismi. Incredibile!

Voto: 8/10

Vista la lunghezza del post, per ora mi fermo qui. Anche perchè non mi sono portata avanti con nessun telefilm, a causa dello studio. Spero di vedere il mese prossimo Birdman di cui mi hanno parlato benissimo e di proseguire con la serie Big Bang Theory.
Un bacio
Life

I buoni propositi...e le difficoltà nel mantenerli

Avete presente quando decidete che dovete assolutamente fare qualcosa, magari a partire da lunedì? E poi quel lunedì non arriva mai?
Ecco, è quello che succede a me con la corsa. Ho perso il conto degli anni che ho dedicato alla volontà di mettermi a correre. A volte ho anche iniziato, ma una settimana dopo me ne ero già scordata.

http://lolzombie.com/9027/running/

All'inizio di quest'anno mi sono riproposta per l'ennesima volta di iniziare a correre. Soprattutto perchè amo gli sport all'aria aperta, ma l'inverno mette un ovvio freno a questo tipo di attività e puntualmente mi ripresento a primavera del tutto fuori forma e poco allenata. Ho provato a iscrivermi in palestra per mantenere un minimo di forma fisica anche nella "brutta" stagione, ma è stata la cosa più noiosa che io abbia mai fatto e in effetti, non sono durata granchè.
Voi che andate regolarmente in palestra, come fate?
Risulta chiaro, che gli sport al chiuso per me non presentano nessuna attrattiva tale da motivarmi abbastanza a continuare.

Alla fine, ho deciso di ripescare il mio vecchio proposito di correre. Sarebbe l'ideale, è all'aperto, permette di mantenere resistenza in vista della primavera, e forse anche di aumentarla, chissà. Inoltre è uno sport che idealmente mi ha sempre attirata. Il punto è che mi vedo a fare allegramente chilometri la mattina presto, prima di andare in università, e poi nella realtà non mi tirate giù dal letto un solo minuto prima del necessario e dopo il primo chilometro potrei stramazzare a terra.

Quest'anno ero risolutissima a iniziare con un programma molto soft così da non demoralizzarmi subito della mia incapacità, ma il destino si fa beffe di me. Così sono ben due lunedì che sono ammalata. Ma sarà sfortuna? Oggi per giunta ho un febbrone non da poco.
Vabbè, come al solito, si rimanda a lunedì prossimo, incrociando le dita che io ce la faccia.

Dichiarando la mia intenzione e aggiornando i miei progressi qui sul blog, spero di avere una motivazione in più, e magari decisiva. In effetti, non mi devo fare violenza per correre un po', è un'attività che avrei sempre voluto intraprendere, mi piace il modo in cui rilassa la mente dopo ore di studio o dopo lo stress da esami. Quello che mi manca è unicamente la buona volontà e questo fa si che appena inizio a fare un po' più di fatica me ne torni a casa rassegnata.

Inoltre, come da vignetta, volete mettere l'utilità quando i tanto temuti zombie attaccheranno?


Dalle mie passate esperienze e fallimenti, mi sento di riportare qualche consiglio a chi come me  alle prime armi con la corsa:

  • scarpe e vestiti adatti, spesso fanno la differenza fra essere a proprio agio e faticare il doppio. Non serve avere l'ultimo ritrovato in fatto di tecnologia, bastano un paio di scarpe fatte per la corsa e una tuta comoda (e che vi stia bene, motiva di più hehe)
  • una app come Runtastic per monitorare i vostri progressi è particolarmente motivante. Vedere che si migliora, anche se di poco è sempre rassicurante. Inoltre Runtastic (se volete) permette agli amici di consultare le vostre tabelle di marcia e confrontarsi  e direi che è anche questo molto motivante
  • stabilite da subito la routine, ossia che giorno potreste dedicare alla  corsa? Due o tre alla settimana vanno bene. Il tempo che scegliete non deve essere negoziabile, basta dire una volta: "ma si, oggi salto e recupero domani" e  la vostra routine è finita, soprattutto se lo fate all'inizio (esperienza personale, ripetuta!)
  • Musica! Correre a tempo di musica è fondamentale per sentire meno lo stress e tenere il ritmo. Scegliete delle compilation apposta per la corsa con canzoni incalzanti, vedrete che differenza! (Se come me avete problemi di cuffiette che sfuggono dalle orecchie, usate lo scotch).

A questo punto, non inizierò lunedì ma appena starò bene, spero presto.
Sostenetemi,
Life