venerdì 27 marzo 2015

diventando una runner: week #1

Buongiorno!
Vi avevo parlato della mia volontà di iniziare a correre. Da allora sono passati un bel po' di giorni senza che io effettivamente iniziassi a fare qualcosa, come è ovvio. Ho rimandato per tanti anni, potevo mai iniziare appena deciso di iniziare?

Comunque, non avrete mie foto da prima e dopo e roba simile, il mio scopo non è quello, ma solo aumentare la mia resistenza. Concepisco la corsa più come allenamento e come rilassamento. Si, ho detto rilassamento. Quando si è focalizzati su qualcosa, come può essere per me studiare, un ottimo modo per staccare e rilassarsi è fare dell'attività fisica. Se stancate per bene il corpo, la mente va di conseguenza, invece che continuare a girare attorno allo stesso problema. Provateci!

Un mio grandissimo problema da "domani divento una runner, ma forse no", è l'approccio che ho sempre avuto alla corsa. In pratica, metto le mie scarpe da running, esco di casa e corro finchè non mi stanco (ossia subito). Mi rendo conto che ho fatto schifo, mi demoralizzo e getto la spugna.
Questa volta ho deciso di darmi degli obiettivi più monitorabili e più adatti a una principiante. Sul web ci sono centinaia di tabelle per chi vuole iniziare con questo sport, così ne ho preso una a casaccio e ci ho provato.
fonte

Sapete una cosa? Funziona! Queste tabelle sono strutturate in modo da non lanciarvi a proiettile in mezzo al nulla, prosciugarvi e demoralizzarvi, ma sono fatte apposta per farvi correre una discreta distanza fin da subito, ma con calma, un passo alla volta.

Della mia tabella (non ricordo da dove viene, se lo sapete ditemelo!) ho finito la prima settimana che prevedeva:

  • lunedì: 1' di corsa e 2' di camminata, da ripetersi per 10 volte. Sembra poco? Alla fine della sessione avrete corso 10 minuti! Ci siete mai riusciti prima? Io sono tornata a casa stanca ma felice per la distanza percorsa
  • martedì: 30' di camminata
  • mercoledì: 1' di corsa e 2' di camminata (x10)
  • giovedì: 30' di camminata
  • venerdì: 1' di corsa e 2' di camminata (x10)
  • sabato: 30' corsa
  • domenica: riposo
Io ho saltato i giorni di camminata, per motivi più che altro legati al tempo, non posso programmare del tempo libero per tutti i giorni della settimana, ma ho fatto i giorni di corsa e vista la riuscita della cosa, ho deciso di proseguire con la seconda settimana. 
Non preoccupatevi, la seconda settimana aumenta gradatamente, ma ogni giorno, i minuti di corsa. Questa prima settimana è un riscaldamento dei muscoli e un tentativo di crearsi la routine. Io mi ci sono trovata benissimo! Sono riuscita a portare a termine gli obiettivi e a correre in modo decente. Sono felicissima!



Qualcuno di voi ha iniziato questo sport da poco come me? Qualcuno corre già da molto? Avete consigli?
Un bacio
Life

martedì 24 marzo 2015

Top Ten Tuesday #3

Come ogni martedì ecco l'appuntamento con Top Ten Tuesday, proposto dal bog The Brooke and The Bookish.



ten books from our childhood/teen years we'd like to revisit


1) Teo il lupo: è un libro che mi fu regalato da piccola, contiene il diario di un lupacchiotto che narra la sua crescita e una serie di giochi e curiosità sui lupi, fra cui uno sul perchè il lupo non è quello cattivo delle fiabe. Lo ho adorato e lo conservo ancora. Credo sia il libro che fin da piccola ha segnato il mio amore per il lupo.

2) Harry Potter: con Harry sono cresciuta, è stato il mio amico d'infanzia e ancora oggi attendo con trepidazione la mia lettera per Hogwarts, che si sa, le poste italiane, vanno male anche via gufo!
Al maghetto più famoso della letteratura devo anche la passione per l'inglese. Il terzo libro di Harrt Potter è stato il primo libro inglese che io abbia letto (non capendoci nulla ovviamente). Mi era stato portato dal Canada in anteprima!

3) Piccole Donne della Alcott: questo è il libro che ha segnato la mia passione per la lettura. L'estate passavo sempre un mesetto dalla mia nonna materna e durante alcuni lunghi pomeriggi di pioggia scovai questo libro sui suoi scaffali e così mi innamorai di Jo e delle sorelle March.

4) Matilda di Roald Dahl: mi fece scoprire le biblioteche, che poi la mia era proprio piccola e sfornita, ahimè. Però questa bambina con la passione per i libri la sentivo particolarmente vicina e dopo di lei ho letto tutto ciò che la ma biblioteca possedeva di Dahl. Ottima scelta.

5) Dracula di Stoker che segnò la mia passione per il mito del vampiro, che divenne poi da un lato passione per la letteratura orrorifica e dall'altro per la mitologia in generale

6) Dylan Dog: il mi primo tentativo con un albo a fumetti che segna un'amore che (a differenza di quelli di Dylan) dura tutt'ora.



7) Le cronache di Narnia: perchè non lo ho mai potuto finire. Mio padre, stanco di vedermi leggere nei momenti più impensati lo gettò dal finestrino dell'auto e ancora non lo ho finito! Non poter finire un libro fu un vero shock infantile.

8) Principessa della notte di Giusi Quarenghi: ancora oggi mi chiedo che razza di storia sia mai questa da far leggere alle ragazzine. Ero ancora una bambina quando lessi e mi innamorai di questo libro. Il fatto è che parla di una ragazza che scrive una storia su un suo alter ego che fa un viaggio con due cavalieri nel regno dei morti per diventare maestri di spada degli scheletri, ed è pure illustrato!
Poi meravigliatevi che sono cresciuta con la passione per il macabro.
 
9) Il fantasma di Canterville: ricordo che quasi piangevo le stesse lacrime della protagonista per la sorte del povero fantasma. Credo di avere riletto questo libro moltissime volte, mi piaceva davvero tanto!

10) Il mastino dei Baskerville: il mio primo tentativo con i gialli e con Sherlock Holmes, anche qui, un amore che dura tutt'oggi.

giovedì 19 marzo 2015

Scatoloni in corso ed esperienza Ikea

Buongiorno!
A  fine mese andrò a vivere con il mio ragazzo e attualmente sono tutta uno scatolone e foto di mobili e simili. In realtà sui mobili ho poco da dire perchè per ora andremo affitto e quindi questi, nel bene e nel male ci sono già.
Nel male perchè non è che mi facciano impazzire, solito vecchio legno scuro (non troppo scuro) che non si usa più, ma almeno è solido e affidabile, nel bene perchè è pur sempre una bella spesa risparmiata.
Sfogliando cataloghi ho trovato un mucchio di cose inutili e bellissime, come ovviamente è naturale, ma da una cosa sono stata attratta tantissimo e credo proprio che sarà inserita nella prossima lista spese. Magari sono io che cado dalle nuvole, ma avete mai visto gli adesivi da parete? Sono meravigliosi!
Oddio, alcuni sono enormi, coloratissimi ed invasivi, ma alcuni sono davvero simpatici, come decorazione aggiunta.

La cosa più interessante è che non dovrebbero rovinare i muri e quindi sono abbastanza compatibili con un appartamento in affitto. Il mio dubbio riguarda il momento in cui si andranno a ridipingere i muri, ho idea che vadano buttati. In realtà, non costano poi così tanto, quindi non è un problema. Non è che si ridipinga una volta al mese!
Questa serie con i gattini che sbucano ovunque non è adorabile?






Questo shopping da casa nuova mi sta piacendo molto. Non che compri solo stupidaggini, anzi, queste sono ridotte all'osso per ovvi motivi. Partire da zero ed andare a vivere da soli comporta spese non indifferenti, Ikea o non Ikea, aiuto dei genitori o meno.
Che poi, io all'Ikea non ci metterò più piede mi auguro! Tempo fa ho scoperto di avere una leggera agorafobia, quindi, all'inizio ero tutta felice di vistare il tanto decantato Ikea (sta lontano lontano da me, quindi è assurdo andarci se non hai necessità), per poi fuggire a gambe levate.

Siamo arrivato in Ikea alla mattina, nemmeno troppo presto e dopo due reparti sentivo già il mal di testa che iniziava a salirmi. Nonostante io lo abbia cronico, ovviamente, non ho mai con me un antidolorifico. Comunque la causa era palese: spazi troppo vasti, troppissima roba su cui posare lo sguardo e un caos infinito di persone che LuccaComics in confronto è deserto.
Ma che diavolo ci fate tutti in Ikea la domenica con il bel tempo?! Tutti a mettere su casa? Vabbè.
A questo disagio, ben presto si è aggiunto il sentore sempre più forte della sezione candele profumate, greve e intenso che di certo non ha aiutato e che permeava ogni zona. Io volevocomprare le candele profumate, le adoro!! Ma se mi nauseate ancora prima di arrivarci!
Così a metà negozio il mio mal di testa era peggiorato terribilmente e ho saltato a piedi pari l'angolo stupidaggini che era quello che sapevo mi avrebbe divertita di più, ma non scherzo, avevo la nausea da quanto stavo male, tanto da non riuscire a mangiare nemmeno il pranzo.Ho fatto il primo pasto della giornata alle 9 di sera rassicurata da una buona fornitura di moment.
Una giornata da dimenticare, decisamente.

Ok, Ikea non fa per me, convenienza o meno. Restiamo sui negozi più piccoli e sull'on-line. La sola idea di rimetterci piede mi fa stare male. Infatti, i pochi mobili comprati (la mia libreria!) se ne stanno ancora là in attesa di essere spacchettati e smontati, e normalmente mi piace trafficare con queste cose.
La prossima sortita sarà da Maison du Monde, molto più caro, ma ho lasciato indietro solo cose meno impegnative che all'Ikea proprio non mi piacevano, come i contenitori per zucchero e affini, scatole e scatoline e via dicendo. Comprerei tutto da loro, hanno cose adorabili, però i prezzi sono più proibitivi accidenti.

Vabbè. intanto è tutto un caos totale, ma lunedì mi sono imposta di mettere mano ai primi scatoloni, pulire per bene e iniziare a montare e sistemare  qualcosa. Vi terrò aggiornati.

I miei piatti nuovi. Ho optato per qualcosa di semplice, ma questo colore mi piaceva una sacco. A Maison spero di trovare delle insalatiere ecc più complesse che vi si abbinino bene.

martedì 17 marzo 2015

Top Ten Tuesday #2

Buongiorno!
è martedì e quindi rieccoci con la rubrica ideata da The Broke and The Bookish, la Top Ten Tuesday.


Il tema di questo martedì è:

Books on our spring tbr list
(libri sulla nostra tbr primaverile)

Non ho intenzione di comprare altri libri per ora, anzi ho iniziato un ten project book, di cui vi parlerò più avanti, quindi la mia tbr si basa interamente su cose che già possiedo, o al massimo sui libri della biblioteca. Per me sono bandite le nuove spese.



   


venerdì 13 marzo 2015

Cooking #2: Macaron, ritentiamo

Buongiorno!
Come vi avevo preannunciato, dopo il primo disastroso tentativo, che per il bene di tutti non ho documentato, oggi ho riprovato a fare i buonissimi e maledettissimi Macaron.
Esiste un dolce altrettanto buono e altrettanto infame cucinisticamente parlando?

Vi anticipo subito che questo secondo tentativo, non è assolutamente riuscito alla perfezione, ma ciò che ne è uscito è mangiabile e ha una somiglianza notevole con l'originale, quindi mi sento tanto rinfrancata da iniziare con la caccia ad aromi e coloranti per il prossimo tentativo, che potrebbe essere quello buono!


I miei piccoli mostri, ignorate quei brutti cosi crepati e deformi e concentratevi su quelli più carini ;)

Dalla foto si vedono subito le varie problematiche, quindi ecco cosa ho imparato da questo tentativo:


  1. la teglia per Macaron è fondamentale. Quelli che in foto sono tutti crepati sono stati fatti in teglia normale, quelli lisci e tondi in teglia apposita. La differenza direi che è notevole. Io ho quella della Tescoma, che almeno vado sul sicuro, non ho voglia di testare anche le varie teglie. Solo che costa ben 12 euro per un pezzettino di silicone e una non basta, quindi temo di dovermene procurare un'altra (che poi gli spazi sono 35, perchè dispari?!).                                                                                                                      
            
  2. La Sac-a-poche è un'altra cosa fondamentale. Io non la avevo, cioè, non la trovavo, quindi mi sono ingegnata tagliando l'angolo di un sacchetto...ecco, magari è il mio lato Art Attack che è un fallimento ma verso la fine il sacchetto ha iniziato a ribellarsi e sono usciti quei cosi di forme strane. L'impasto va  dosato con il contagocce se no poi si allargano ed escono dalle sagome andando ad unirsi (sono un disastro, lo so)
  3. è fondamentale fare asciugare i Macaron sulla teglia almeno una mezz'ora prima di cuocerli così parte dell'umidità se ne va. Quando li toccate leggermente l'impasto non vi si deve attacare al dito.
  4. Ma penso serva solo a me: la teglia va imburrata! Si, potevo pensarci da sola. Purtroppo ci ho rimesso tutti i fondi dei macaron che sono rimasti saldamente ancorati alla teglia ed è per questo che manca la base frastagliata.
  5. Gli albumi devono essere lasciati in frigo almeno un paio di giorni, freschi sono più difficili da gestire. Con i tuorli io ho fatto la pasta sfoglia per la crostata, così da non doverli buttare.
La ricetta che io ho, non è proprio ottimale, mancano alcuni passaggi, quindi evito di condividerla con voi, si trova un po' ovunque in rete non dovreste avere difficoltà, inoltre prima di decidere quella definitiva volevo sperimentare le varie ganache. Per ora mi sono limitata a una crema al burro insaporita con il cacao, che come consistenza si avvicina, ma credo che quella originale sia fatta con il cioccolato o qualcosa del genere.

Presto ritenterò è lì farò colorati e si spera più carini, poi vi saprò dire e posterò la ricetta che secondo me è la vincitrice!

Intanto sono molto soddisfatti di essere riuscita a fare qualcosa di così simile e fra l'altro buono.
Se anche voi litigate con i Macaron come me, vi lascio il divertente video di questa ragazze, alle prese con i piccoli mostri che mi ha ridato la voglia di tentare, con il giusto grado di divertimento.




Un bacio
Life

mercoledì 11 marzo 2015

Cooking #1: Praline al cocco

Buongiorno!
Quando sono a casa, spesso per rilassarmi cucino. Non so da dove mi venga questa passione, ma trovo estremamente rilassante dedicarmi ai fornelli (un po' meno ripulire il caos). La cosa che preferisco fare in assoluto sono i dolci e del resto, sono sempre quelli più fantasiosi e che danno più soddisfazioni.
Il dolce per cui mi sto preparando a  cimentarmi sono i maledettissimi Macaroon per l'ennesima volta (momento che bramo e cerco di evitare allo stesso tempo). Adoro il loro sapore, ma costano così tanto  per dei dolcetti che ho deciso di imparare a farli. Il mio primo tentativo è fallito miseramente, quindi dando la colpa alla teglia, mi sono presa quella adatta...ma ne parleremo prossimamente!
Qualcuna più pratica ha consigli da darmi prima che io cominci?

Intanto, vorrei lasciarvi una ricettina facilissima e di sicuro successo da portare a una cena o a una festa: le praline al cocco. Io le faccio spesso quando sono invitata, perchè sono veloci e fanno la loro figura oltre a piacere sempre tantissimo.

La foto non è mia, non arrivo mai a farne, ma la sostituirò appena possibile (link)
Difficoltà♤♤♤♤

Ingredienti

250 g di ricotta
200 g di zucchero
200 g di farina di cocco (+ altra per la decorazione)
50 g di cacao amaro

Preparazione

Amalgamate la ricotta con lo zucchero fino a ottenere un composto omogeneo, quindi aggiungete la farina di cocco e il cacao. Continuate a mescolare per bene gli ingredienti, quindi facendo rotolare l'impasto fra le mani preparare delle palline.
Io di solito mi aiuto nelle dosi con un cucchiaino, così da prelevare una quantità di composto più o meno uguale per ogni pallina.
Fate rotolare le palline nel cocco avanzato così da ricoprirle per bene.

Lasciate in frigo per un paio di ore, così che le palline si solidifichino un po' e sono pronte per essere servite.

Come vi dicevo, una ricetta davvero semplicissima eppure molto gustosa.

martedì 10 marzo 2015

Top Ten Tuesday

Buongiorno!
La top ten Tuesday è una rubrica ideata da The Broke and The Bookish, un blog sui libri che io seguo molto volentieri. Imparando sempre meglio l'inglese, mi sono appassionata anche al mondo letterario oltre oceano o anche solo oltre confine. Sono rimasta spiazzata dalla quantità di materiale che in Italia non arriva e non mi riferisco solo ad autori esordienti o a serie nuove, ma anche di autori già famosi e tradotti da noi spesso si pubblicano solo certe opere "selezionate". Metto selezionate fra virgolette perchè non ho ben capito i criteri di selezione adottati. Prendete uno scrittore come Terry Pratchett, non ho ben capito perchè traducano alcuni libri della sua serie in ordine sparso e altri no. Non c'è un criterio! Mah.
Comunque, spesso ripiego direttamente alla fonte. I vantaggi dei libri in lingua sono molteplici: costano meno, si possono leggere senza attendere le traduzioni e si impara meglio la lingua.

Ma tornando al post di oggi (ma quanto divago), ogni martedì il blog Te Broke and the Bookish propone un tema in base a cui ognuno seleziona poi la sua top ten.
Il tema di oggi è:

top ten books for readers who like series that have more than 3 books in them

(serie che hanno più di tre libri)

Sarà una top ten breve perchè non è che conosca moltissime di queste serie lunghe!

1. A Song of Ice and Fire: come non citare la celebre saga di G.R.R. Martin, che mi accompagna ormai da innumerevoli anni. Ho iniziato a leggerla per caso, mi sono trovata sotto mano un volume a caso della sterminata traduzione (altro vantaggio: in lingua sono 5 libri, non 50!). Vi parlo di quasi 10 anni fa, ed è stato amore. Si parla di 7 libri, ma il buon (mica tanto) vecchio Martin non ne è convinto. 
Voglio un direwolf!



2. La serie di Shannara di Terry Brooks. Lui è stato il mio primo scrittore fantasy in assoluto. Sebbene la prima trilogia dedicata al mondo di Shannara sia palesemente influenzata da Tolkien, poi Terry Brooks inizia a camminare con le sue gambe e ciò che ne risulta è una serie fantasy tradizionale ma bellissima, con personaggi indimenticabili come Walker Boh o la mia adorata Strega di Ilse.

3. Wild Cards, ovvero la serie infinita a cura di G.R.R. Martin. Il signore qui è un nerd di quelli veri e appassionato di giochi di ruolo, con i compagni di avventura ha deciso di lanciare questa serie, basata su un universo futuristico in cui un virus ha colpito la terra generando supereroi e mostri mutanti. Da qui, una miriade di autori diversi si sono cimentati a dare forme sempre più definite a personaggi e ambientazioni, creando un'opera gigantesca che conta credo una ventina di volumi, organizzati per lo più in trilogie. Stanno pensando di farne un film!

4. Millenium di Stieg Larsson. Si, è una trilogia, ma non è ciò che doveva essere originariamente e in effetti, pare che Jo Nesbo abbia ricevuto il compito di mettere insieme gli appunti di Stieg e dare un seguito alla faccenda. Non so quanto la cosa mi piaccia, ma non credo di avere voce in capitolo.
La serie è composta da tre bei mattoni, come tipico degli scrittori vedesi, ma nonostante Stieg ci racconti perfino la lista della spesa dei suoi personaggi, riesce a essere appassionante, complice il meraviglioso personaggio di Lisbeth Salander, l'anti-eroina per eccellenza e il quasi stereotipato Mikael Blomkvist, un cavaliere dei tempi andati.

5. Il miglio verde di King. Forse non tutti sanno che Il miglio verde uscì in origine come una storia a puntate. A King era stato chiesto infatti di prestarsi a un esperimento che voleva far rivivere i vecchi romanzi d'appendice alla Dickens. I volumi totali furono sei per un risultato promosso a pieni voti.

6. Harry Potter di J.K. Rowling. Lessi il primo che era alle medie e da allora sono cresciuta con il maghetto più famoso della letteratura. A Harry Potter devo moltissime cose: il primo approccio con la lingua inglese che oggi mi torna tanto utile (una amica canadese me lo portava in anteprima), la passione per la lettura, tanta fantasia e un amico con cui affrontare il periodo della crescita. Si, sto ancora aspettando la mia lettera per Hogwarts, non riceverla è stato il trauma infantile peggiore che io ricordi. 

7. The lunar chronicles di M. Meyer. Ho appena cominciato questa serie con il libro Cinder. Dovrebbe contare 4 libri per ora ma non credo sia ancora finita. I primi sono editi anche in Italia con lo stesso titolo. La storia è ambientata in un futuro in cui la Terra e Luna, ex colonia terrestre, sono overnate da regnanti in contrasto. In questa scenografia molto ben tratteggiata la Meyer rivisita le favole classiche, anche se ciò che ne emerge sono più tributi che non rivisitazioni da quanto i personaggi diventano autonomi. Cinder è molto piacevole seppure con qualche diffettuccio minimo, ma mi dicono che la serie continua ad aumentare di qualità. 



8. La serie di Temperance Brennan. Amo Kathy Reichs, sarà deformazione professionale, ma i suoi libri mi piacciono moltissimo. Fino ad ora mi ha delusa solo con Le ossa del ragno che è stato proprio un flop potente rispetto al suo solito. Sono dei bei thriller, con una protagonista che è l'ater ego della Reichs stessa e questo aggiunge competenza e padronanza dei temi trattati, davvero una bella serie di libri.

9. Il ciclo di Avalon di M.Z. Bradley, sono 4 libri più 1. Ora non ricordo bene, ma credo che l'ultimo sia stato scritto da un'altra mano, basandosi sugli appunti di Bradley. Comunque sia, mi ero appassionata moltissimo di questo ciclo, un po' per l'ambientazione nell'Irlanda dei druidi che io amo, un po' per la ricostruzione storica della conquista da parte dei romani, un po' per personaggi come Calliean ed Eilan che ho amato. 



10. Una serie di sfortunati eventi di L. Snicket. Come non amare le sfortunate vicende dei fratelli Baudelaire. Leggendo Snicket a me sembra di rivivere Alice in Wonderland, l'atmosfera è la medesima, sebbene più cupa, ma la scrittura sfrutta gli stessi giochi di allitterazioni e modi di dire interpretati alla lettera e via dicendo. Bei libri e uno stile indimenticabile.


lunedì 9 marzo 2015

Elementary e aggiornamenti

Rieccomi.
L'assenza di queste settimane è stata causata dal rush finale per la tesi...in realtà, finale proprio per nulla. A quanto pare le mie dita non sanno scrivere abbastanza velocemente e così ho dovuto rimandare la tanta agognata laurea a luglio.
La perdita di tempo, di per sè sarebbe anche, tutto sommato, ignorabile, anche in vista di un lavoro che potrebbe uscire molto meglio. Quello che proprio non riesco a digerire è dovermi pagare l'ennesimo anno universitario, al completo, per pochi mesi, in cui fra l'altro non seguirò lezioni e non darò esami.
Questa è una cosa dell'università che ho sempre odiato, ti fanno sputare fino all'ultimo centesimo, senza guardarti in faccia. Ma è mai possibile pagarsi un anno intero di tasse per doversi solo laureare? Mettete una tassa minima se proprio volete fare gli spilorci, ma non spennate i poveri studenti che fra l'altro di soldi non ne hanno.
Insomma, ecco, quello che mi infastidisce di più è sapere di avere già speso il mio prossimo stipendio misero e sudatissimo.
Ma va bene (mica tanto). Cerchiamo di essere pazienti e vediamo le cose positive.
Con quattro mesi davanti posso riprendere la mia routine e scrivere più adagio e magari avanzare qualche fine settimana per poter fare qualcosa con il mio ragazzo. In questi mesi sono stata una reclusa, non so nemmeno se c'è ancora il mondo là fuori!

http://xfrog.com/gallery/landscapes/1080-i-am-legend.jpg.php


Visto che la sera non sono più bloccata sul pc, ho ripreso a vedere le serie che ho in corso in questo periodo ossia:

  • Elementary
  • Gotham
  • The Strain

Di Elementary sono finalmente arrivata alla seconda stagione, anche se ho già sbirciato la successiva e non approvo molto come si mettono le cose con Watson, ma ci arriverò.
Adoro Sherlock Holmes, ho letto quasi tutti i libri di Conan Doyle e mi sono pure vista il vecchio telefilm (in cui Sherlock non era così bello e avvenente come quelli moderni). 
Avevo iniziato a vedermi il telefim Sherlock, quello con Cumberbatch, ma non c'è stato molto feeling. Ora, non me ne vogliate, so che la maggior parte della gente su questi due telefilm la pensa esattamente al contrario di me, ma che ci volete fare? Sono episodi carini, ma non ci ho trovato l'atmosfera che adoravo in Conan Doyle. Poi mi è capitato di imbattermi in Elementary. Tralasciando il fatto che Lee Miller mi è sempre piaciuto e quindi sono molto di parte, adoro la sua interpretazione di Holmes, è proprio come io me lo sarei immaginato. In questa serie sono riusciti a inserire dei cambiamenti che non snaturano il personaggio originale, ma lo rendono interessante. Hanno portato Sherlock nell'era moderna e lo hanno fatto conservando il mix di base dei romanzi originali e giocando con tutto il resto. Holmes è un eroinomane in fase di riabilitazione, Watson, che è una donna, è il suo sponsor e finisce per essere coinvolta nelle sue indagini, fino a diventare l'assistente.
Mi piace che il rapporto Holmes-Watson non faccia sconti alla solita tendenza a creare tensioni romantiche dei telefilm, perchè rispecchia in pieno l'idea che l'originale aveva dell'amore e anche l'attaccamento al suo aiutante. Mi piace questo Holmes, che non più relegato all'epoca vittoriana e assediato dai media moderni deve rompere la sua routine e avere a che fare, finalmente, con il mondo esterno adeguandosi, in parte, alle sue consuetudini. Vedere come hanno riadattato un personaggio simile ai canoni della vita odierna è stato un esperimento interessante, che io giudico riuscito.
Al di là di questo mio apprezzamento di tutti i personaggi, dai principali ai secondari, il telefilm a conti fatti, è sempre il solito poliziesco cui siamo abituati, con ogni tanto qualche caso più brillante degli altri. A onore dei produttori va detto che si sono impegnati a trovare situazioni interessanti (problemi matematici ed informatici in primis) e che ho imparato molte più cose nuove dai loro tentativi che da tutti gli altri polizieschi messi insieme. 
Infine, mi piace il rifacimento di Moriarty, ottimo personaggio e adoro Lucy Liu e le sue mise.

Comunque, non sono molto morbida verso gli adattamenti di Sherlock, non mi sono piaciuti nemmeno i film. Cioè, le pellicole mi sono piaciute ma solo ignorando che il protagonista era Holmes. Non mi è proprio piaciuto come lo hanno reso!

Di The Strain ho intenzione di parlavi molto presto insieme ai libri, più che altro perchè ho visto appena tre episodi e preferisco procede un po' prima di esprimermi. A parte rare eccezioni, Guillermo del Toro scatena la fangirl che in me, se poi si cimenta con i vampiri! (e che vampiri!). Anche per Gotham, ne parleremo più avanti perchè mi rendo conto che sta assumendo un ritmo più incalzante rispetto ai primi episodi e forse vedo una luce in fondo al tunnel.

Un bacio
Life