martedì 28 giugno 2016

E il tempo fugge

Ieri sera è morto Bud Spencer.
Normalmente non sono particolarmente toccata dalla morte dei vip. Ho sempre avuto uno scarso attaccamento per i mass media.
Ma con Bud Spencer e Terence Hill io sono cresciuta. Ricordo le serate passate con mio papà a guardare i loro film, regolarmente, malgrado li sapessimo a memoria. Credo che nessun altro sia riuscito a far ridere mio padre come loro due. Terence Hill poi me lo volevo spesare. Aveva quel viso da ragazzotto gentile e bellissimo che mi incantava.
Insomma, la morte di Bud Spencer mi ha lasciato l'amaro in bocca e un po' di malinconia pensando ai bei tempi andati. Pensando che il tempo passa e le cose cambiano, in continuazione e tu non le puoi fermare.
I miti della mia infanzia uno a uno spariscono e le generazioni nuove ne hanno altri, diversi che spesso io non conosco e non mi va nemmeno di conoscere perchè li trovo troppo spesso vuoti e maleducati. Già da giovane apprezzavo di più i miti del passato che quelli del mio tempo.
Insomma, mi sono sentita un attimo malinconica e un pochino vecchia anche se non ho nemmeno trent'anni.
Bud Spencer poi era un mito buono. Nel senso che non era il classico cantante morto di overdose o l'attorucolo sempre in carcere. Lui era con i buoni, era quello con dei valori e questo me lo rendeva ancora più caro. La sua vita era fatta di cose concrete, cose a cui uno poteva ispirarsi.
La cosa che maggiormente mi dispiace è che la carriera sua, come quella di Terence Hill, in Italia, è stata completamente oscurata da sciocchezze. Possibile che un cinepanettone riscuota più successo di un Bud Spencer? E si che di film ne ha fatti e di ogni genere. Ricordo che a scuola la classe si divideva fra chi amava questo attore e chi derideva i suoi film. Perchè? Io li ho sempre trovati ottimi e pieni di cose buone. Una dimensione in cui la violenza scompare davanti al gioco, in cui, nonostante le botte quello che emergeva erano sempre valori come l'amicizia, l'aiuto verso i più deboli, il rispetto verso gli altri. Insomma, dei valori buoni per un omone buono.
L'Italia però non li ha mai accettati sul serio, non li ha mai premiati, non li ha mai ospitati in questo o quel canale, relegandoli sempre a cinema si serie B, forse perchè troppo poco appariscenti e latori di buoni messaggi.

Comunque sia. Ciao Bud, grazie di avermi regalato tante ore piacevoli e di avermi insegnato tante buone cose.



sabato 11 giugno 2016

Al cinema: The Boy

Buongiorno!
Oggi parliamo di cinema. Su questo blog dubito vedrete mai recensioni cinematografiche sulle new entry delle sale. Diciamo che sono passata da accanita fan delle sale ad accanita fan dello streaming e simili. Una volta al cinema ci andavo parecchio, tutte le settimane, ora costa quanto una pizza e la pizza è troppo spesso meglio delle pellicole. Che tristezza.


Comunque, recentemente nelle sale è uscito The Boy. Non so cosa mi abbia spinto ad andare al cinema a vederlo. In genere se siete amanti dell'horror come me, sono sicura che capite benissimo la diffidenza di andare a vedere le nuove uscite del genere. Di solito il trailer contiene esattamente tutte le scene più da brivido del film e il film è na delusione. Figuratevi che l'ultima volta sono andata a vedere Paranormal Activity ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma che è?

Comunque: The boy.

La storia è lineare e semplice, si evolve lentamente con il botto finale (non parlo della fine fine, quella potevano risparmiarsela ma vabbè, il 90% degli horror finiscono così che magari ci si spara il sequel...).
Tutto inizia con la fuga di Greta (Lauren Cohan) dall'America a causa dei maltrattamenti del suo ragazzo. Decisa a stare anni luce lontana da lui, la ragazza parte per l'Inghilterra dove ha trovato lavoro come baby sitter presso una coppia di facoltosi anziani. Il suo pupillo è Brahms, il figlio della coppia.
Appena Greta arriva alla villa resta scioccata dal fatto che Brahms altro non è se non un bambolotto di porcellana che i due anziani genitori trattano come un bambino vero: lo vestono, lo fanno studiare, gli fanno ascoltare musica e via dicendo. Insieme al bambolotto a Greta viene consegnato un foglio di regole specifiche con gli orari di Brahms. Ma ecco che quando lei opta per tagliare la corda, il padre di Brahms la informa che avevano veramente un figlio di nome Brahms, morto anni prima in un incendio, e lascia sottintendere che hanno bisogno di tutti quei rituali per non soccombere al dolore. Greta è combattuta ma poi di fronte alla possibilità di uno stipendio gratis decide di rimanere. L'anziana coppia parte e una volta sola con Brahms, attorno a Greta accadono fatti sempre più strani. Non sarà che Brahms è vivo e intenzionato a fare rispettare le proprie regole a qualsiasi costa?

Greta inizia a rendersi conto che qualcosa in Brahms è molto strano

La prima metà del film è lenta e succede molto poco. Credo sia più che altro una lunga introduzione per conoscere i personaggi e per trascinare lo spettatore dentro la parte emotiva della pellicola. Resta sempre quella leggera tensione di sottofondo, ma credo che quando si parla di bambole di porcellana sia sempre così! Devo dire che anche se lenta, non ho trovato questa prima parte noiosa, ma semplicemente una lunga introduzione tutto sommato interessante.
La seconda parte del film invece è quella in cui ci troviamo con Greta a essere sempre più impauriti ed affascinati da Brahms e lentamente ci rendiamo conto che si, probabilmente Brahms non è un semplice bambolotto da ignorare. Le cose che spariscono, i passi nella casa e via dicendo in un crescendo di eventi fino alla capitolazione finale che non vi svelo.

A dire il vero, con il senno di poi, il finale è anticipato in ogni parte del film, ma gli indizi sono così ben armonizzati con la trama che non si riesce a captarli se non a film finito.



Cosa mi è piaciuto:
Il film è una storia abbastanza originale. Mi sono piaciuti moltissimo gli effetti da vecchio film horror, con tutte le cose che avvengono fuori portata della telecamera, quindi con una serie di effetti speciali davvero semplici, solitamente rumori, ombre oppure la bellissima scena in cui si intravedono i piedi di Brahms che cammina dietro una porta. Credo che questa semplicità nel creare tensione sia la chiave del successo di vecchi horror e per contro, l'esagerata complessità e il voler sempre mostrare qualcosa in più sono la rovina di tanti di quelli nuovi. Ho ritrovato in questa pellicola una certa genuinità e una pellicola senza pretese se non quella di intrattenere.
Mi è piaciuto da matti Brahms, è veramente ben fatto, sia fisicamente che psicologicamente (per quanta psicologia abbia un bambolotto).

Cosa non mi è piaciuto:
La storia del fidanzato violento di Greta, perchè era troppo scollata dal resto della trama e sapeva proprio da trovata per allungare il film. Oltretutto sembra quasi palese che il boyfriend cattivo sia stato introdotto per avere qualcuno su cui sfogare la violenza del film senza fare del male ai buoni. Questi riguardi per i buoni da fiaba Disney nei film horror sono sempre fuori luogo.


Ho trovato The Boy un film senza niente di speciale ma con qualche piccolo merito. Non è niente di eccezionale, non è un film che sarà ricordato dai posteri ma intrattiene ed è curato.
Per una volta non mi sento presa in giro dal regista nello sborsare i soldi per il biglietto.
Se avete una serata libera, guardatelo. Non ci sono scene particolarmente violente, o momenti poco adatti ai meno temerari. La tensione sale lentamente ma non sfocia mai in momenti terrificanti.
Tutto sommato mi è piaciucchiato.

Voto: 6,5

venerdì 10 giugno 2016

Libri a prezzi modici - come scovarli?

Buongiorno!
Una volta ero una studentessa amante dei libri ma senza spicci e perciò i 20 euro del libro appena uscito con copertina figa e fiammante erano decisamente troppo sopra la mia portata. Entravo regolarmente in libreria, sospiravo verso quelle bellezze e poi mi dirigevo allo scaffale offerte sperando che ci fosse qualcosa di interessante. Di solito ci sono i classici, ancora i classici e stupidaggini alla Fifty Shades. 
L'offerta più divertente in assoluto è la nuova edizione dell'ennesimo capitolo di Twilight con il primo libro e l'ultimo uniti a prezzo di uno! Mi ha destato perplessità l'impossibilità di comprare solo l'ultimo. Ma devo per forza ricomprare il primo?! Mah...



Comunque. Da studentessa squattrinata ho dovuto ingegnarmi no? Ecco dove frugare per reperire libri a poco.

#1: i mercatini dell'usato



Nel posto dove abito ci sono le caprette di Heidi che fanno ciao e quindi i mercatini dell'usato sono un'utopia. Ma se abitate in città sono un'ottimo modo per passarsi un piacevole pomeriggio e mettere insieme qualche buon libro. Andrea Pennywise è un vero esperto in merito e ha lanciato l'hashtag #lapiratatadelmese con cui mostrare i proprio bottini.
I mercatini dell'usato hanno l'indubbio vantaggio di nascondere perle a prezzi ridicoli e di trovarci pure vecchie edizione che non troverete mai altrove o addirittura roba fuori produzione. Non ho mai capito i principi secondo cui le case editrici mettano fuori produzione certi libri che hanno pure avuto successo. Di nuovo, mah,...

#2 Scambisti



In internet si possono trovare un'infinità di siti dedicati allo scambio di libri. Il più comodo e geniale a mio parere è bookmooch.
Vi iscrivete e poi inserite tutti i libri che avete e volete scambiare e tutti quelli che desiderate. Ci sono funzioni interessanti per cercare libri per genere, gli ultimi aggiunti ecc.. Insomma un mercatino dell'usato on-line.
Su bookmooch non si paga e non si usano carte, semplicemente si racimolano punti. Ogni libro che inserite (che dovete possedere!) vale 0,1 punto. Per ogni libro che spedite a un altro utente accumulate 1 punto. Chiedere un libro in scambio costa 1 punto. In pratica ogni scambio vi da diritto a una richiesta.
Le spese di spedizione sono tutte a vostro carico e viceversa riceverete i libri completamente gratis. Ora, non state a spaventarvi i costi sono irrisori. Ho notato, ricevendo i libri, che molti utenti non sanno dell'esistenza del Piego di Libri: è una tariffa statale (se le poste dicono che non esiste, come il solito, fatevi dare il modulo di reclamo e magia...compare) per cui potete spedire fino a 3 libri a 1,28 euro. Ci prendete giusto il caffè! Comodissimo.

Pro: trovo il sistema bookmooch geniale perchè a differenza di altri siti non dovete scambiare libri con libri, con il rischio che voi volete quello di un utente che però non è interessato ai vostri. Il sistema a punti vi rende liberi di chiedere i libri a chiunque, scambiandoli con 1 punto anzichè un libro.
Chiaro? Se no ditemelo che vi spiego.

Contro: Ci sono pochi utenti italiani e spesso scambiano scempiaggiani. Si tratta di un sistema basato sull'onestà e non sempre funziona sebbene ci sia il classico sistema di feedback. Almeno non ci rimettete soldi! Io comunque mi ci trovo bene. Provatelo

# 3 Amazon

Amazon era molto conveniente tempo fa..prima della Legge Levi giustamente chiamata anche legge anti-amazon. Sostanzialmente limita sensibilmente gli sconti che Amazon può fare. Tecnicamente per agevolare le piccole librerie, in pratica i risultati prima e dopo non sono cambiati di una virgola, tranne che ora Amazon non fa più gli sconti convenientissimi di una volta. In compenso ha aggiunto la sezione usato. Rimane comunque conveniente e con 19 euro di libri avete diritto alle spedizioni gratis, oltre a ciò è sempre veloce nella consegna, massimo 3 gg lavorativi avete tutto, ma spesso ne basta 1.

# 4  Bookdepository


Per i lettori anglofoni, questa è una risorsa fantastica. I prezzi dei libri sui siti inglesi sono in generale più bassi di quelli italiani (è stato uno dei motivi che mi ha spinto a imparare a leggere in lingua!) ma su bookdepository trovate spesso sconti notevoli. Recentemente ho acquistato due libri di Kathy Reichs a soli 4 euro l'uno. Nuovi naturalmente.
Dovete solo avere pazienza e aspettare lo sconto su ciò che volete ma di solito non passa molto.
La cosa che io trovo fantastica è che le spese di spedizione sono sempre gratuite, anche se comprate libri per il valore di 1 euro. Non dovete quindi aggiungere libri per arrivare a qualche quota, potete comprare a cuore leggero solo ciò che vi ispira al momento.
Il servizio di spedizione è la British Royal Mail e solitamente in 1 settimana avete il libro.
Io mi ci trovo benissimo.

C'è poi anche il servizio di Libraccio che offre libri nuovi, ma soprattutto usati a prezzi modici e vedo che si trovano anche ultime uscite a prezzo, ma non avendo mai usato questo servizio non so darvene un parere.

Se proprio non avete un centesimo....risorsa estremamente sottovalutata è LA BIBLIOTECA!! Con accesso a un catalogo immenso grazie ai prestiti interbibliotecari. E se proprio la vostra biblioteca, come la mia, è piccola e sperduta chiedete di essere abilitati al comodissimo servizio di prestito on-line. Alias Medialibrary.

giovedì 9 giugno 2016

Spatzle - gli gnocchetti trentini veloci e gustosi

Buongiorno!
Sono sempre di corsa in questo periodo ma i preparativi per il matrimonio e per l'appartamento sono quasi ultimati, entro fine mese il grosso dei lavori dovrebbe essere finito e potrò passare allegramente a documentare il tutto, chissà che qualcuno non trovi ispirazione.
Vedo che molti dei nostri amici nella nostra stessa situazione passano per guardare e soprattutto scoprire soluzioni migliori e problemi che abbiamo riscontrato. In effetti, sia il mondo edilizio che quello matrimoniale sono un caos burocratico e non solo e avere qualcuno con cui confrontarsi è comodo.

Senza divagare, veniamo all'argomento di oggi. Volevo presentarvi una ricettina che a me piace moltissimo e un prodotto Tupperware per realizzarla. Non sono una rappresentante Tupper e devo dire che la mia esperienza con il marchio è recentissima. Ho comprato un po' di cosucce alle dimostrazioni e posso dire che sono costosi (ma per fortuna spesso ci sono gli sconti! Fateveli mandare dalla vostra rappresentante di zona) e non tutto è realmente utile, ma certe cose sono geniali!



Il prodotto in questione è un aggeggio (Spätzlehobe) per fare gli Spatzle. Se non li conoscete sono degli gnocchetti di tradizione tedesca, e per estensione trentina, con un impasto base costituito da uova acqua e farina, ma più spesso arricchiti con gli spinaci. L'impasto è semisolido e per realizzare gli gnocchetti si usa quindi una sorta di grattuggia bucherellata attraverso cui si fa scendere nell'acqua bollente per ottenere la forma tipica.

In commercio ci sono una grande varietà di questi attrezzi. Quello che avevo prima era quello classico:
Ma a dire il vero non è il massimo della comodità e spesso per non fare danni avevo bisogno di un aiutante. Dopo che ho provato quello della Tupperware sono rimasta estasiata da quanto è facile fare gli spatzle!

click sull'immagine per vedere il prodotto su Amazon

Questo è decisamente uno strumento più comodo. Si appoggia sopra la padella, di qualsiasi diametro, e lì rimane. Quindi basta versarci tutto l'impasto grazie ai bordi alti e allo spazio molto più grande del quadratino della spatzleliera classica e poi con la spatolina si aiuta a scendere attraverso i fori. 

Per realizzare così gli spatzle ci vuole giusto il tempo di fare bollire l'acqua e non si sporca nulla.
L'unica cosa è che la mia rappresentante di zona diceva che vogliono togliere dal commercio questo podrotto in quanto la Tupperware è una ditta americana e gli Spatzle sono una cosa sconosciuta ai più essendo tipicamente tedeschi. Se volete provarli senza impegno di comprare attrezzatura, è scomodo ma uno schiacciapatate a fori grossi vi aiuta!

Ma veniamo alla ricetta. Vi garantisco che è semplicissima e veloce, per un piatto che stupisce.
Quella con cui mi sono trovata meglio è quella di Giallo Zafferano e qui ve la riporto:

Spatzle di spinaci con panna e speck

Ingredienti
200 gr di Spinaci lessati
3 uova piccole
100 ml di acqua
sale
250 gr di farina
1 pizzico di noce moscata

100 gr di speck affettato sottile
30 gr di burro 
250 ml di panna fresca
2 cucchiai di erba cipollina tritata
pepe macinato a piacere
sale


Buttate nel mixer spinaci ben strizzati, uova, acqua, sale, noce moscata. Io ci butto anche la farina così si impasta bene ma potete anche aggiungerla in seguito e mescolare a mano.
Tritate tutto molto finemente fino a ottenere una crema liscia e fine. 

Portate a bollore una pentola di acqua e intanto prepariamo il sugo.

Tritate l'erba cipollina e tagliate a striscioline lo speck. Fatte soffriggere lo speck con il burro (o l'olio se preferite). Aggiungete la panna liquida il pepe e l'erba cipollina.

Posizionate la spatzleliera sopra la padella di acqua bollente, versateci l'impasto e aiutandovi con la spatolina fatelo scendere attraverso i fori.
Gli spatzle sono pronti in pochi minuti, appena affiorano in superficie. Raccoglieteli con una schiumarola, colateli bene, e versateli nel condimento in cui vanno fatti saltare pochi secondi.

Qui la ricetta con le immagini: Giallo Zafferano



mercoledì 11 maggio 2016

serialmente: Blindspot 1 e 2

Buonasera,
ieri per la prima volta Italia 1 ha trasmesso la nuova serie tv Blindspot.



Titolo: Blindspot
Trasmessa: Martedì alle 21.10 su Italia 1

Trama

A Manhattan un allarme bomba si rivela l'inizio di un'indagine che ha dell'assurdo. Un borsone sospetto viene abbandonato in strada, ma non contiene una bomba, bensì una donna nuda completamente tatuata.
Il primo indizio per decifrarla è chiara: il nome di Kurt Weller, agente dell' Fbi tatuato sulla schiena. Eppure, quando i due vengono messi a confronto, sono convinti di non conoscersi.
La donna, ribattezzata Jane Doe, non ricorda il suo passato, non è in nessuna database della polizia ma conserva perfettamente la sua memoria motoria. Una memoria che fa sospettare un allenamento preciso, quello dei Navy Seal, nonostante non ci siano donne nei Seal.
I suoi numerosi tatuaggi  vengono piano a piano svelati e diventano indizi per aiutare gli agenti federali a mettere in sicurezza le strade di Manhattan. Chi ha tatuato Jane? E chi è la donna in realtà? Un'amica o una nemica?

Ci vogliono circa 4 ore per applicare tutti i tatuaggi alla Alexander, che lavoraccio!


Cosa ne penso

I primi due episodi, quello trasmessi ieri sera in televisione mi hanno incuriosita parecchio. Quella che all'inizio sembrava una trama un po' scontata - se siete abituati al cinema scoprite chi ha tatuato Jane dopo i primi dieci minuti - diventa in realtà ricca di colpi di scena. Con mia sorpresa, il misterioso tatuatore si è mostrato poco dopo che io lo avevo intuito. Ho la sensazione che il creatore Martin Gero, sappia il fatto suo e che intenda giocare pulito con il suo spettatore, senza ricorrere a colpi di scena facili. Nei primi due episodi ci ha praticamente avvisati che la donna è o almeno è stata addestrata come un Navy Seal, che è chiaro chi le ha fatto i tatuaggi e che è sotto sorveglianza. Ci ha anche subito fatto capire che Kurt e Jane sono legati (anche se ancora non vi dico come, guardate la serie).
Eppure ogni carta svelata infittisce il mistero: perchè Jane è stata tatuata? Qual'è la sua missione? E cosa centra il suo legame con Kurt? Chi aveva accesso alle informazioni, spesso top secret, riportate sul suo corpo?

La trama, almeno all'inizio è avvincente e con buone probabilità che non si risolva nell'ennesimo poliziesco dall'inizio scoppiettante e dallo svolgimento simile a tutti gli altri. Gli attori mi sono piaciuti e i personaggi anche. Jane -Jaimie Alexander- è fragile e allo stesso tempo è una wonderwoman. Il suo addestramento la rende fortissima, ma a differenza dei clichè, dentro è spaesata e priva di punti di riferimento, cosa che la spinge a cercare aiuto in chi le è vicino. Una bella personalità sfaccettata. Kurt -Sullivan Stapleton- è più tipico come agente, quello forte con il cuore tenero e il passato tormentato, ma per ora mi piace. Non è il classico poliziotto rompi*** che agisce come gli pare e più incline a consultare i suoi superiori e a collaborare con i suoi colleghi. Accanto a loro, fino ad ora un po' in disparte ma mi ha incuriosita molto è l'immancabile hacker, che non ricordo come si chiama.
Ah! Se siete amanti dell'azione, ci sono numerosi corpo a corpo, veramente tanti se paragonati a serie simili ma non così tanti da annoiare quelli meno appassionati.

Insomma, come debutto è molto buono, adesso inizia la prova più difficile, tenere alto il morale. Non resta che aspettare martedì!

Voto episodio 1 e 2:





venerdì 6 maggio 2016

books: in & out marzo

Buongiorno,
tempo fa avevo letto "Curarsi con i libri" e mi ero riconosciuta nella voce accumulatrice incallita di libri. Il metodo proposto per smaltire le pile di letture non funziona nemmeno un po' con me.
Prima di tutto mi è impossibile leggere i libri nell'ordine di acquisto perchè scelgo sempre i titoli in base all'umore, in secondo luogo ne ho circa 70 da leggere e non comprarne altri fino a esaurimento è impossibile. Ne escono troppi che vorrei leggere..e poi la mega libreria nella casa nuova che aspetta di essere riempita...



Fortunatamente ho trovato una formula che funziona. Grazie al metodo del Bullet Journal. Per chi non lo conosce è un sistema comodo e veloce per avere un'agenda sempre aggiornata e per avere a portata di mano le cose importanti. Io sono una persona piuttosto sbadata e questo sistema è la mia salvezza.

Comunque...utilizzando il metodo ho creato una pagina nell'agenda in cui segno le new entry e le uscite (ossia i libri già posseduti letti), faccio in modo di comprare libri solo e unicamente quando ne ho segnati almeno due nella colonna out (in pratica massimo un libro ogni 2 letti). Avendo sotto occhio e a confronto le due colonne è molto più facile non esagerare.

Ecco le new entry di questo mese:

I primi libri non sono vere e proprio letture da fare. Nel senso che le ho già fatte. Harry Potter è stato il mio amico d'infanzia. Io appartengo alla generazione di lettori cresciuti con lui e ne sono felice. Lessi il primo Harry Potter alle medie e poi via fino all'università. Per dire, sto ancora aspettando la mia lettera di ammissione a Hogwarts!
Amo questi libri e amo la Rowling che è un'ottima scrittrice, anche quando non parla del mondo di Hogwarts.
Da tempo volevo prendermeli, visto che avevo solo i primi due. Li volevo in lingua, perchè oltre ad avermi fatto compagnia Harry mi ha insegnato l'inglese. Io ho iniziato così, leggendo Harry Potter in inglese grazie a un'amica canadese di mamma che me li prestava in anteprima. Non ci capivo nulla, ma scoprii comunque che la traduzione non era fedele (come sempre facevano fino a poco fa, la traduzione copriva anche una sorta di adattamento alla cultura dei lettori delle varie parti del mondo).
Così, ecco qui, ho deciso di farmi affascinare da questo cofanetto con queste bellissime copertine.





Vere e proprie new entry sono questi due, comprati in un pomeriggio di noia.
Il primo Storia del nuovo cognome della Ferrante è il seguito di L'amica geniale che ho letto il mese di aprile e che ho adorato, quindi volevo proseguire la storia.
Il secondo 22/11/'63 preso perchè non posso mai farmi mancare un King e perchè vorrei leggerlo prima di vedere il film.




In pratica posso dire di aver comprato solo due libri nuovi ad aprile ed è già un traguardo! Posso dire che complice è il fatto che non andando più in università vivo a 40 km dalla libreria più vicina (quella cioè la cui vicinanza all'università mi fregava sempre!!).

Per le uscite invece abbiamo



A questi vanno aggiunti i primi due di Harry Potter che ho riletto in lingua originale, questa volta capendoli molto bene!

Durante la settimana vi parlerò di come ho trovato queste letture, ma vi anticipo già che è stato un mese molto buono.


sabato 30 aprile 2016

wip: Morning Delivery

Buon fine settimana!
Un piccolo post per un aggiornamento sui lavori in corso con il ricamo. Tempo fa, prendendo la seconda parte dello schema del Santa's Village su casacenina.it mi avevano colpito una serie di schemi della collezione John Clayton, e visto che erano in offerta ne ho preso uno per provare. Non sapendo ancora se il ricamo avrebbe avuto un seguito o no dopo la mia prima esperienza ho deciso di lasciar stare gli altri della serie.

Tanto per rompere con le casette natalizie ho iniziato anche questo schema. Il soggetto è proprio semplice, ma a me piace moltissimo. Credo sia l'ambientazione che mi ricorda molto la casetta della famiglia Bennet nel film Orgoglio e Pregiudizio. Vediamo come viene. Se il risultato è apprezzabile potrei provare con gli altri.

Una cosa che mi piace molto è che per creare delle lievi sfumature di colore in questo schema spesso si usano due fili di tonalità diverse al posto di due uguali per i punti. Una tecnica nuova per me (che del resto ho  ricamato solo il Santa's Village!!).

Ecco qui la prima piccola parte del ricamo (molto stropicciato come il mio solito! dovrei cercare dei cerchi più grandi) e come dovrebbe risultare:


Sto usando i materiali previsti dallo schema, che potete trovare qui: Morning Delivery

lunedì 25 aprile 2016

In edicola: I like uncinetto

Buongiorno!
Il mese scorso ha fatto la sua apparizione in edicola una nuova serie di fascicoli della Hachette, I like uncinetto. La avete vista?
Ho provato ad abbonarmi per curiosità. La Hachette solitamente usa la formula di farvi pagare la prima spedizione in modo vantaggioso. Di solito al prezzo di un fascicolo ne riceve tre. In questo caso mi pare che i primi tre numeri con allegati mi siano costati 8 euro, o poco meno.



In edicola ci sono tante riviste specializzate ma l'uncinetto è ancora quella cosa che si usa per fare pizzi e centrini, e sono molto poche quelle che puntano su qualcosa di più moderno. Ne ho viste sugli amigurumi (i pupazzetti all'uncinetto) e sugli accessori, ma sono poche. E comunque, diciamolo, in internet si trovano una marea di schemi gratuiti. Il pezzo forte delle riviste infatti, solitamente è l'allegato.

Io ho già realizzato le prime tre mattonelle della coperta: maglia bassa e sue variazioni, cioè lavorate solo nella metà di punto interna o esterna


Vediamo cosa mi hanno mandato con la prima spedizione:

3 fascicoli
1 uncinetto numero 4,50
1 set di uncinetti colorati (3.00 3.50 4.00 5.00 7.00 8.00)
1 borsina per tenere i lavori
4 gomitoli di acrilico da 25g
1 raccoglitore per contenere le schede

L'opera ha una sacco di volumi, 120. Il progetto che unisce tutta la serie è la realizzazione di una coperta con mattonelle composte di volta in volta dai punti imparati nel numero e dai gomitoli allegati.



Oltre allo schema della coperta in ogni numero trovate: 
1 schema di "Fatto per me": una sezione con sciarpe, maglie, borse...
1 schema di "Idee creative": sciarpe, gioielli, cravatte
1 schema di "Per la casa"
1 schema di "Semplice e veloce": braccialetti, asciugamani..
1 scheda della "scuola di uncinetto" con tutte le tecniche e le guide
1 scheda per l'archivio di "tutti i punti"

Qui potete farvi un'idea dell'opera con un'anteprime sfogliabile: click

Avendo ricevuto i primi tre fascicoli ho potuto farmi un'idea dell'opera e devo dire che non è molto originale. I gomitoli sono piccoli e non di qualità eccelsa, Con due non ho avuto problemi, il terzo aveva tutto il filo rovinato e sfatto. 
Gli uncinetti sono ottimi e belli così colorati.
Gli schemi non sono il massimo. Nel senso che un paio mi sono molto piaciuti e di sicuro li farò, altri sono proprio bruttini e mi riferisco a un maglione e a un porta oggetti per la casa informe. Gli altri sono già visti.

a destra il maglione che proprio non mi piace. Sembra più un pigiama...


La scuola di uncinetto e la raccolta dei punti sono le sezioni veramente comode e ben fatte di tutta l'opera.

Vi consiglio l'opera? No, non ne vale la pena, a meno che non siate principianti dell'uncinetto. In questo caso l'opera può fornirvi i materiali per iniziare e delle ottime guide da mettere in pratica di volta in volta nella coperta. Ho trovato la scuola molto chiara e semplice da seguire.


Credo che prima di disdire l'abbonamento farò arrivare il prossimo pacco e poi deciderò in via definitiva. L'idea della coperta mi piaceva ma vista l'opera in generale credo che abbandonerò. Peccato!

sabato 23 aprile 2016

A volte ritornano

Buonasera!
Da un sacco non aprivo più il blog (mi ero quasi scordata di averlo). Piano piano, però, sto riacquistando il controllo del mio tempo libero. Strano a dirlo ma me ne accorgo soprattutto dal numero di letture :p L'anno scorso, merito di tanti cambiamenti è stato un anno traumatico, mai letto così poco, ora sto recuperando e in effetti mi accorgo che finalmente sto iniziando a gestire meglio la vita post-università.
E comunque i preparativi per casa nuova e matrimonio sono quasi ultimati e il lavoro sta iniziando a essere più naturale, sebbene con l'abitudine inizi a notarne le pecche, e vi garantisco che sono enormi.
In tutta la mia vita non ho mai conosciuto persone più tristi e attaccate ai soldi dei miei nuovi capi (e ne ho avuti!!). Sono le classiche persone che considerano il dipendente come loro esclusiva proprietà per il semplice fatto di dargli uno stipendio. Da qui ne consegue la mancanza totale di rispetto e apprezzamento per il lavoro che svogliamo. Grazie al cielo io lavoro con uno degli associati, ma anche così non posso evitare di avere contatti con i boss. Vi garantisco che sono persone da compatire tanto si rovinano la vita per avere pochi soldi in più. Eppure, certi incontri servono anche a rimetterci in pace con noi stessi e ad apprezzare quello che abbiamo.
Vabbè, continuo a pensarlo come un lavoro temporaneo in attesa di tempi migliori (se mai ci saranno). Per mia fortuna sono sempre stata una persona piuttosto positiva e poco incline a rovinarmi la giornata per stupidaggini. Certo è che non è gratificante lavorare così.

Per il matrimonio è tutto quasi pronto. Sto ultimando gli inviti, per cui mi sono ispirata a un video sul tubo che è stata la mia salvezza. Sono degli inviti davvero carini, semplicissimi e veloci da fare e molto belli. Ci ho speso pochissimo e sono usciti proprio bene.
Intanto vi lascio il video, se mai servisse a qualcuno, è molto chiaro. Appena ho un minuto vi farò vedere il mio risultato finale!

Nel frattempo sto ultimando anche l'organizzazione del viaggio di nozze e qui ho deciso di levarmi il tipico sogno nel cassetto. Non avrei mai e poi mai pensato di poterlo fare ed era proprio accantonato nell'archivio dei se...e poi, perchè no?
Dunque si andrà in Giappone!! Al futuro marito l'idea è piaciuta molta e quindi abbiamo deciso di lanciarci in questa pazzia. Fin da piccola, anche grazie alla passione per i fumetti, ho desiderato vedere il Giappone. L'idea di un mondo così diverso dal nostro mi ha sempre affascinata parecchio e ora sembra proprio che realizzerò almeno uno dei miei desideri.
I costi sono alti, ma nemmeno esagerati per fortuna. Tendo ancora a essere nell'ottica di non avere uno stipendio fisso...l'abitudine :)



Questo era un post rapido, il post della buonanotte. Anche se è sabato sera, sto andando a letto presto. Sono stremata da tutto il lavoro nella nuova casa, in questo momento il letto è il mio migliore amico!
Comunque presto (per davvero) arriveranno aggiornamenti e foto di tutto e di ciò che sto ricamando. Nel frattempo ho iniziato un nuovo progettino preso con i saldi su casacenina.it.

lunedì 11 gennaio 2016

Una vita senza tempi morti

Buongiorno!
A volte trovo quasi inquietante la velocità degli avvenimenti che si susseguono uno sull'altro nella vita delle persone. Io sono fra coloro che non fanno mai progetti a lungo termine: non ho mai saputo rispondere alla domanda "Come ti vedi fra 10 anni?". Non mi vedo proprio!
Così le cose solitamente mi travolgono all'ultimo e non è che sia un male, per certi versi credo sia meno stressante affrontare tutto mano a mano che arriva.

Dopo la laurea pensavo di concedermi un piccolo periodo per rilassarmi e poi buttarmi su qualche progetto da presentare in università e provare qualche concorso. La sorpresa è stata che non ci sono posti in università e non ci sono concorsi e i miei curriculum non hanno ancora fatto breccia. Facoltà culturali...il destino dell'Italia che rimane inascoltato. A volte mi piacerebbe avere una macchina del tempo per fare un salto nel futuro e vedere come saranno ricordati questi anni. Se il medioevo pur nella sua vitalità culturale è stato considerato un'epoca buia nella storia, il periodo attuale sarà come minimo depennato dai libri di storia per non ricordarlo.

Comunque, se dal punto di vista professionale sono costretta ad accontentarmi (una parola che odio) da quello personale le cose si evolvono a velocità impressionante. Un giorno parlavamo di costruire casa e sposarci e ora stiamo organizzando per davvero le cose.
Ieri sono stata a farmi qualche idea per il matrimonio. Pare proprio che a settembre diventerò una moglie (mi fa stranissimo scriverlo, figuriamoci dirlo!).
Quante cose ci sono da fare! Io pensavo a un matrimonio semplice e con poche pretese. Non sono una grande fan delle feste e delle resse. Ma esiste davvero un matrimonio semplice? Ieri a una fiera del matrimonio mi sono resa conto dell'infinità di cose che ci si aspetta da una coppia di sposi:
- inviti (solo parenti? parenti e alcuni amici? E i restanti si offendono?)
- pranzo
- partecipazioni
- fotografo
- vestiti
- fiori
- trucco e parrucco
e via dicendo, una lista infinita di cose che non sono sicura di volere ma che sembrano fondamentali. Inizio a capire quelli che si sposano in segreto. Per certi versi potrebbe essere una soluzione.
Per fortuna sono una persona che se solitamente temporeggia, quando le cose entrano nel vivo riesco a andare avanti con decisione e rapidità. Per fortuna è da quando sono adolescente che so il vestito che vorrei.

Voglio un vestito  corto davanti con una bella gonna un po' pomposa, e qualche tocco di colore, come una fascia in vita e i nastri del corpetto. Devo solo trovare qualcuno che me lo trovi/faccia.

Vorrei fare da me le bomboniere e gli inviti, sto cercando qualche idea, ma credo che preparerò delle scatoline all'uncinetto per i confetti. Mi sembra un'idea carina. Non voglio comprare partecipazioni con oggetti che tanto metà degli invitati getteranno via. Preferisco fare qualcosa con le mie mani, qualcosa di meno freddo e poi se non sarà apprezzato pazienza. Mi sposo io, no?

Per ora sono gli unici punti fermi in un caos di informazioni.
Però devo dire che organizzare il mio matrimonio mi sta tirando su di morale e mi fa rimuginare meno sulla mia mancata vita da archeologa.

La cosa che più mi spaventa a dire il vero è l'addio al nubilato. Posto che lo salterei volentieri, io odio e sottolineo odio le discoteche! devo fare in modo che non mi trascinino in una discoteca.
Per assurdo, l'unico a mettermi voglia di fare un addio al nubilato è stato un mio amico che ha proposto di passare una giornata in un campo da soft air che organizza guerra a tema apocalisse zombie. Ecco come sono. Peccato che quasi nessuno condivida queste mie stramberie. Ma se non posso avere gli zombie almeno non una discoteca.

Nel frattempo io e il mio ragazzo stiamo anche iniziando a ristrutturare un appartamento. Ma siamo ancora nella fase burocratica. Una lunghissima premessa burocratica.
Sperando di non lasciarmi trascinare dal vortice ma di riuscire a galleggiare dignitosamente,
un bacio
Life



sabato 9 gennaio 2016

IZombie - Season 1

Buon sabato!
Ogni tanto girovagando casualmente sui siti di streaming scopro qualche titolo che mi ispira e mi appassiono a qualche nuovo telefilm. In questo caso si tratta di un telefilm intitolato IZombie. Ho un debole per gli zombie, come potevo non provarlo?


Alla fine della prima stagione posso dire che per certi versi questa serie è molto originale, per certi altri è piuttosto scontata. Ancora una volta siamo di fronte a un prodotto preso in prestito da un fumetto (ultimamente è una mania). In questo caso il fumetto è IZombie di Chris Roberson e Michael Allred.


La protagonista è Liv, ossia Olivia Moore, brillante studentessa di medicina, vita perfetta e ragazzo perfetto che sta per sposare. Contro ogni sua regola, Liv decide una sera di unirsi a una festa in barca.
Inaspettatamente la ragazza si risveglia in un sacco mortuario e recuperando le immagini della serata si rende conto di essere diventata una zombie.
La cosa che fa andare avanti il telefilm nonostante Liv sia una zombie è che lo zombismo è trattato come una "malattia" più che una morte vera e propria. Gli zombie infatti conservano le funzioni vitali come il battito cardiaco e il respiro sebbene estremamente rarefatti.
Ho apprezzato molto che nonostante gli zombie siano in tutto e per tutto simili agli umani, se non nell'aspetto fisico (bianchissimi) in quello caratteriale, ci sia comunque un richiama al vero zombie, quello più alla Romero. Liv, come tutti i suoi simili, capisce presto che se non mangia cervelli e se si arrabbia entra in "Modalità Zombie completa" ossia diventa uno zombie vero e proprio.



La ragazza, determinata come era prima della trasformazione riesce incredibilmente ad adattarsi alla sua nuova vita, anche se non senza rimpianti. Liv lascia il suo futuro marito e la scuola di medicina, nonostante rischi una rottura con la famiglia. Trova lavoro in obitorio dove riesce a procurarsi facilmente i cervelli senza sensi di colpa. Il suo capo Ravi, scopre, però, il suo piccolo segreto e anzichè denunciarla o avere paura di lei decide di studiarla, cercare le cause dello zombismo e cercare una cura in cambio dell'aiuto di Liv.

Qui subentra la parte allo stesso tempo interessante e noiosa della serie. Mangiando i cervelli Liv assume i tratti  caratteriali dei loro precedenti possessori e ne rielabora i ricordi sotto forma di visioni. Queste visioni la fanno diventare la partner del detective Babineaux e Liv inizia quindi a sdebitarsi con i suoi fornitori di cibo scoprendo chi li ha uccisi.
La parte a volte noiosa sta proprio nel fatto che, tolta la parte orrorifica, alcuni episodi, soprattutto i primi sono alla stregua di qualsiasi del milioni di telefilm polizieschi che popolano il piccolo schermo.
Ma davvero, quanti ce ne sono?

Fortunatamente, la serie dopo aver presentato i personaggi e dopo un iniziale ristagno di idee si riprende alla grande mettendo in gioco sempre nuovi elementi e sempre nuovi colpi di scena. Abbiamo un cattivo fantastico: Blaine, ossia lo zombie che ha trasformato Liv, e che tira su una macabra attività di macelleria per zombie, procurandosi i cervelli in modo non proprio lecito. C'è l'ex di Liv (ma è davvero ex?), Major, che inizia a fiutare qualcosa sugli zombie e su Blaine e decide di lanciarsi nella sua crociata personale, senza però comprendere contro cosa sta lottando.

Insomma, ad un certo punto la serie si rianima e mette sempre nuova carne al fuoco.

Parliamo quindi del cast: io lo ho trovato fantastico. Abbiamo Rose McIver che interpreta una fantastica Liv, compresi i suoi continui cambi caratteriali, ottima. Come coinquilina di Liv abbiamo Aly Michalka, che forse non vi dice nulla ma che ha già interpretato un ruolo da protagonista in Hellcats (serie televisiva sulla cheerleder) e che io trovo piuttosto brava sia come cantante che come attrice. Mi piace moltissimo anche la scelta di Rahul Kolhi come Ravi.

In conclusione se vi piacciono gli zombie, soprattutto se poco decomposti e belli come modelli, ma anche se vi piacciono gli zombie e basta, se vi piacciono le serie che tengono alta la suspance e sanno come mescolare per bene gli eventi, IZombie fa per voi.

Voto: