sabato 11 giugno 2016

Al cinema: The Boy

Buongiorno!
Oggi parliamo di cinema. Su questo blog dubito vedrete mai recensioni cinematografiche sulle new entry delle sale. Diciamo che sono passata da accanita fan delle sale ad accanita fan dello streaming e simili. Una volta al cinema ci andavo parecchio, tutte le settimane, ora costa quanto una pizza e la pizza è troppo spesso meglio delle pellicole. Che tristezza.


Comunque, recentemente nelle sale è uscito The Boy. Non so cosa mi abbia spinto ad andare al cinema a vederlo. In genere se siete amanti dell'horror come me, sono sicura che capite benissimo la diffidenza di andare a vedere le nuove uscite del genere. Di solito il trailer contiene esattamente tutte le scene più da brivido del film e il film è na delusione. Figuratevi che l'ultima volta sono andata a vedere Paranormal Activity ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma che è?

Comunque: The boy.

La storia è lineare e semplice, si evolve lentamente con il botto finale (non parlo della fine fine, quella potevano risparmiarsela ma vabbè, il 90% degli horror finiscono così che magari ci si spara il sequel...).
Tutto inizia con la fuga di Greta (Lauren Cohan) dall'America a causa dei maltrattamenti del suo ragazzo. Decisa a stare anni luce lontana da lui, la ragazza parte per l'Inghilterra dove ha trovato lavoro come baby sitter presso una coppia di facoltosi anziani. Il suo pupillo è Brahms, il figlio della coppia.
Appena Greta arriva alla villa resta scioccata dal fatto che Brahms altro non è se non un bambolotto di porcellana che i due anziani genitori trattano come un bambino vero: lo vestono, lo fanno studiare, gli fanno ascoltare musica e via dicendo. Insieme al bambolotto a Greta viene consegnato un foglio di regole specifiche con gli orari di Brahms. Ma ecco che quando lei opta per tagliare la corda, il padre di Brahms la informa che avevano veramente un figlio di nome Brahms, morto anni prima in un incendio, e lascia sottintendere che hanno bisogno di tutti quei rituali per non soccombere al dolore. Greta è combattuta ma poi di fronte alla possibilità di uno stipendio gratis decide di rimanere. L'anziana coppia parte e una volta sola con Brahms, attorno a Greta accadono fatti sempre più strani. Non sarà che Brahms è vivo e intenzionato a fare rispettare le proprie regole a qualsiasi costa?

Greta inizia a rendersi conto che qualcosa in Brahms è molto strano

La prima metà del film è lenta e succede molto poco. Credo sia più che altro una lunga introduzione per conoscere i personaggi e per trascinare lo spettatore dentro la parte emotiva della pellicola. Resta sempre quella leggera tensione di sottofondo, ma credo che quando si parla di bambole di porcellana sia sempre così! Devo dire che anche se lenta, non ho trovato questa prima parte noiosa, ma semplicemente una lunga introduzione tutto sommato interessante.
La seconda parte del film invece è quella in cui ci troviamo con Greta a essere sempre più impauriti ed affascinati da Brahms e lentamente ci rendiamo conto che si, probabilmente Brahms non è un semplice bambolotto da ignorare. Le cose che spariscono, i passi nella casa e via dicendo in un crescendo di eventi fino alla capitolazione finale che non vi svelo.

A dire il vero, con il senno di poi, il finale è anticipato in ogni parte del film, ma gli indizi sono così ben armonizzati con la trama che non si riesce a captarli se non a film finito.



Cosa mi è piaciuto:
Il film è una storia abbastanza originale. Mi sono piaciuti moltissimo gli effetti da vecchio film horror, con tutte le cose che avvengono fuori portata della telecamera, quindi con una serie di effetti speciali davvero semplici, solitamente rumori, ombre oppure la bellissima scena in cui si intravedono i piedi di Brahms che cammina dietro una porta. Credo che questa semplicità nel creare tensione sia la chiave del successo di vecchi horror e per contro, l'esagerata complessità e il voler sempre mostrare qualcosa in più sono la rovina di tanti di quelli nuovi. Ho ritrovato in questa pellicola una certa genuinità e una pellicola senza pretese se non quella di intrattenere.
Mi è piaciuto da matti Brahms, è veramente ben fatto, sia fisicamente che psicologicamente (per quanta psicologia abbia un bambolotto).

Cosa non mi è piaciuto:
La storia del fidanzato violento di Greta, perchè era troppo scollata dal resto della trama e sapeva proprio da trovata per allungare il film. Oltretutto sembra quasi palese che il boyfriend cattivo sia stato introdotto per avere qualcuno su cui sfogare la violenza del film senza fare del male ai buoni. Questi riguardi per i buoni da fiaba Disney nei film horror sono sempre fuori luogo.


Ho trovato The Boy un film senza niente di speciale ma con qualche piccolo merito. Non è niente di eccezionale, non è un film che sarà ricordato dai posteri ma intrattiene ed è curato.
Per una volta non mi sento presa in giro dal regista nello sborsare i soldi per il biglietto.
Se avete una serata libera, guardatelo. Non ci sono scene particolarmente violente, o momenti poco adatti ai meno temerari. La tensione sale lentamente ma non sfocia mai in momenti terrificanti.
Tutto sommato mi è piaciucchiato.

Voto: 6,5

Nessun commento:

Posta un commento